mercoledì 25 novembre 2009

Discorso sul debito

29 luglio 1987
Thomas Sankara, Discorso sul debito all’Organizzazione per l’Unità Africana.
Ex-presidente del Burkina Faso, paese tra i più poveri dell'Africa ed ex-colonia francese, in soli 4 anni di governo riuscì a risollevare il suo paese oppresso dalla fame e dalla povertà sfruttando le esigue risorse che questo poteva offrire.
In questo video il suo famoso "discorso sul debito" in cui esprime una forte opposizione al pagamento del debito che tutt'oggi opprime la libertà e lo sviluppo dei paesi africani.
Questo discorso gli costerà l'inimicizia di Francia e America.
Sankara, sposato e padre di due bambini, venne ucciso all'età di 38 anni il 15 ottobre 1987 insieme a dodici ufficiali, in un colpo di stato organizzato da un suo ex compagno d'armi (e poi suo braccio destro), l'attuale presidente del Burkina Faso Blaise Compaoré. Il complotto fu organizzato per consentire a Nazioni fortemente industrializzate di poter continuare ad attingere, a costo bassissimo, alle risorse naturali del Burkina Faso e poter essere così altamente competitive sul Mercato Internazionale.
Il suo paese sarebbe presto tornato alla povertà.

prima parte


seconda parte


breve biografia di Thomas Sankara

venerdì 2 ottobre 2009

martedì 29 settembre 2009

Qualcosa è cambiato: dai fax ai babà

Qui sotto, per gentile (e tacita) concessione di simonzio, potete constatare la scissione (uno scissionista?) latero-frontale del sindaco vincenzo de luca.



Ovviamente non si allude alle turbe ossessivo-compulsive dell'ottimo jack nicholson nell'omonimo film, bensì alle contraddizioni di un uomo che da 20 anni insulta città e cittadini con i suoi deliri di onnipotenza. D'altra parte non nutro né ho mai avuto empatia per questo sindaco, che mi vanto di non aver mai votato. La sua politica è un fallimento su tutti i fronti: Salerno non è una città turistica e non lo sarà mai; non è un polo industriale e non lo è mai stato; ha cementificato più di "zi'fonzo menna", e si vede ovunque giri la testa; le infrastrutture, il porto e l'aeroporto non si sono mai visti.
Prigioniera del traffico, la città è vessata dalle multe dei vigili e dai parcheggi ultra salati necessari a far quadrare i bilanci delle decine di società miste regolarmente a rosso ma i cui dirigenti - suoi personali amici - percepiscono stipendi d'oro.
La metropolitana è al palo da sempre: gli egiziani hanno impiegato meno tempo a costruire le piramidi, mentre il cupolone di San Pietro è stato fatto in due anni.
Pontifica urbi et orbi dalla sua cupola privata, una televisione locale, senza il benchè minimo straccio di contraddittorio; forse è per questo che i più stretti collaboratori lo hanno soprannominato "pol pot".
E' stato anche eletto deputato con gli ex DS, oggi PD, ma poi li ha prontamente rinnegati alle successive elezioni amministrative.
Si apprestava ad avallare il più grande babà dai tempi del post terremoto, la costruzione e la gestione degli inceneritori per l'emergenza rifiuti in campania, ma il cambio di colore alla provincia (cirielli-pdl) blocca i suoi "piani criminali" e ripiega sul "crescent", anch'essa una porcata piena zeppa di piani criminali, circa dieci, sempre ai danni della città.
Non male per un giovane che da Ruvo del Monte, in provincia di Potenza, saliva le scale della sede provinciale PCI, in via manzo, col compito di inviare fax.
"Per ogni fax inviato farò un babà": questo deve essersi detto mentre masticava l'amara gavetta il giovane de luca, il self made man de noialtri, che ha devastato salerno allo stesso modo in cui la bile gli massacrava lo stomaco.
Quando i salernitani si sveglieranno dal lungo sonno sarà troppo tardi, e la città meraviglisa di una volta persa per sempre.

giovedì 17 settembre 2009

Ipnocrazia 2

Al culmine dell'apparenza, degli effetti speciali e della perfetta serialità digitale, in cui non esiste più l'originale e la copia, verso la metà del 1990 prendono piede e successivamente si affermano i generi denominati "reality", "fiction" e "Tv verità", mentre al cinema prevalgono film horror, biografie, ricostruzioni, snuff movies.
E' la ricerca del reale a tutti i costi, in grado di procurare l'effetto stupefacente tipico dell'immagine: poichè niente più è davvero stupefacente, tutto è stato già visto, ecco che attraverso l'alta definizione e programmi "veri" il reale irrompe nell'immaginario collettivo, quell'immaginario un tempo evocato dal cinema americano con mostri, squali, day after, asteroidi, marziani, nebbie, fantasmi e gas di ogni genere, che ha raggiunto il climax con lo schianto reale di due aerei sulle torri gemelle.
I film e i programmi televisivi hanno sempre una natura onirica, e non solo nel modo simbolico in cui presentano la realtà, ma anche e soprattutto perchè gli esseri umani che vi assistono presentano lo stesso modello di onde di quando sognano.
La capacità di far sognare la gente, vivere la vita come in un sogno sono le ossessive ambientazioni psichiche entro cui spingono con forza la nostra realtà quotidiana. La pubblicità ci invita al sogno, la tv ci invita al sogno, la politica stessa ci invita al sogno. Sognare ad occhi aperti. Il cinema, come ripetutamente affermato da attori e registi, serve a "far sognare". Questa è l'ipnocrazia: la diffusione capillare e la pervasiva di un sistema di potere centrato sul rapporto occhi/monitor. Comunicando attraverso i monitor, la realtà diventa direttamente proporzionale alla grandezza dello schermo, dove più grande è lo schermo e più siamo calati all'interno del sogno, della realtà ipnotica e onirica.
L'ipnocrazia è lo stadio terminale della democrazia pervasa dalla società dello spettacolo e dalla pubblicità. I cittadini, un tempo drogati dalla religione, vengono oggi dopati dai maxi schermi e ridotti a ruolo di spettatori. Lo spettatore è un soggetto immerso in una fonte spettacolare dalla quale placa la spasmodica sete di stupore e di meraviglia. Come un drogato, assiste allo spettacolo per stupefare se stesso, in una fuga dalla realtà che gli impedisce la partecipazione attiva agli eventi che realmente accadono intorno a lui.
Spettacolo e pubblicità invadono ogni giorno la nostra vita quotidiana "calandoci" al di sotto del reale. L'effetto narcotico indotto alla nostra percezione aiuta ulteriormente il sistema spettacolare a diffondersi. L'intensa pioggia di nozioni-informazioni provenienti dalle fonti monodirezionali riduce la capacità di procedere ad un riesame critico, e l'assenza di spirito critico e il rumore assordante producono un effetto narcotico che spinge alla vulnerabilità cognitiva, anticamera dell'ipnosi. Si spiega in tal modo la crescente pervasività delle mode e dei luoghi comuni. Nella prima fase ipnotica si verifica un cambiamento dello stato di coscienza riscontrabile da un'accentuata presenza di rilassamento e di distacco dalla realtà esterna. L'alterazione delle proprie vibrazioni cerebrali comporta il distacco graduale dall'ambiente esterno, ma ciò non vuol dire che l'ipnosi equivale al sonno perchè una persona addormentata non è in comunicazione con il mondo esterno. L'ipnosi si caratterizza invece per una fissazione dell'attenzione tramite qualsiasi cosa attragga e mantenga l'attenzione del soggetto, effettuando il depotenziamento degli abituali schemi di riferimento o sistemi di credenze tramite distrazione, shock, sorpresa, dubbio, paradossi, confusione, destrutturazione, paura, terrore.
La società dello spettacolo, che rigenera se stessa grazie alla pubblicità, è strutturata proprio in questo modo: un'industria che partendo dalle due materie prime, estasi e terrore, produce stupore, meraviglia e incredulità. E' un'industria che vende sostanze stupefacenti.

mercoledì 9 settembre 2009

lunedì 10 agosto 2009

Inferno e paradiso

Inferno
C'è chi dice che è non amare più
chi invece che l'inferno sono gli altri
e chi ancora che siamo noi stessi
o che invece è la solitudine
e infine che è il vuoto
Ma l'amore è unilaterale, si può non amare ma essere amati
e se l'inferno sono gli altri basta chiudersi in se stessi
quando invece siamo noi basta immergersi negli altri
vuoto e solitudine aiutano a riflettere
Pertanto io credo che il vero inferno sia l'ingiustizia
tant'è che ogni religione parla di "giustizia divina"
segno eloquente che in cielo c'è ma sulla terra no
Dunque, l'inferno si trova sulla terra, e corrisponde all'ingiustizia.


Paradiso
Anche qui un solo tipo, quello fiscale, distribuito sulla terra in alcune località ben conosciute.
Il paradiso fiscale è un luogo in cui vengono costituite le cosiddette "società offshore", necessarie alla gestione di denaro proveniente da traffici illeciti, di droga, evasione fiscale, armi, e quant'altro. Insomma, bisogna essere partecipi dell'economia della truffa, della corruzione, del riciclaggio di denaro, dell'evasione fiscale, del contrabbando, del racket, dell'insider trading e di tutte le forme di distorsione del mercato. Se così non fosse, il paradiso sarebbe inutile.
Oltre la metà degli scambi commerciali dell'intero pianeta passano attraverso questo tipo di società; tuttavia non vengono mai studiate o addirittura ignorate nei testi di economia delle università di tutto il mondo.
Le società d'investimento offshore godono di un livello di tassazione molto basso o addirittura inesistente, non sono registrate e non vi è modo di conoscere l'identità delle persone che vi partecipano; tale segretezza viene giustificata dalla pervasività del dispotismo politico che, generando insicurezza, necessita di una barriera di protezione per l'individuo dall'avido e insaziabile potere statale.
I clienti più numerosi delle offshore sono le società multinazionali, che operano attraverso procedimenti detti di "transfer pricing" o di "rifatturazione", creando fondi neri da trasferire poi nel paradiso.
Per aprire una società offshore è necessario sempre affidarsi a consulenti super specializzati dal costo di 850 dollari l'ora, ragion per cui solo chi è davvero interessato e soprattutto dispone di cospicue somme di denaro può permettersi.
Il numero di paradisi è cresciuto in maniera esponenziale: da 25 nel 1970 si è arrivati a 72 alla fine del 2005.
L'Italia è ben circondata: questo è l'elenco in europa; anzi, ne ha uno all'interno del proprio territorio (san marino)
Naturalmente il FMI, le banche centrali e le banche in generale apprezzano questo genere di località.
Qualcosa però comincia a muoversi. I continui terremoti finanziari hanno avviato azioni politiche - molto caute - per tentare di tamponare le speculazioni derivanti da queste enormi quantità di denaro, e il fatto che gli stati tentino di agire facendo leva sui paradisi fiscali è la prova (qualora vene fosse ancora bisogno) che il cancro dell'economia occidentale è concentrato lì. Ad aprile 2009 è stata stilata una lista in tre colori, nera bianca e grigia, degli stati che aderiscono o meno a particolari accordi.
Di ieri invece la notizia che uno "storico accordo" tra Londra e il Liechtenstein e tra Stati Uniti e Svizzera.
Inutile dire che tutto cambierà per non cambiare nulla. Non solo infatti ben 35 di questi 72 paradisi fiscali è legato alla city di Londra, sia con rapporti costituzionali diretti che tramite appartenenza al commonwealth, quando poi viene ancora una volta eluso il problema principale dell'economia occidentale, di cui il paradiso fiscale è una conseguenza, ovvero il signoraggio bancario e la riserva frazionaria.

Dimostrato dunque che l'inferno esiste, si chiama ingiustizia, si trova sulla terra ed è localizzato in territori chiamati paradiso.

mercoledì 24 giugno 2009

Memoria e desiderio: un nuovo calendario?

Sono rimasto particolarmente colpito da un articolo apparso sui giornali qualche giorno fa. Il titolo era: "Lunedi 24 Gennaio dichiarato il giorno peggiore dell'anno". Il sottotitolo aggiungeva: "Psicologi inglesi hanno calcolato qual è il giorno più deprimente". Il calcolo è stato fatto dal Dott. Cliff Arnall, psicologo dell'Università di Cardiff (Galles), specializzato in "disturbi stagionali".
L'articolo dice che il Dott. Arnall ha creato una formula che prende in considerazione diverse emozioni per determinare il punto più basso raggiunto dalla gente. Il modello è:{W (D-d)}x TQ/M x NA
L'equazione si compone di sei fattori identificabili: W (weather) è il tempo meteorologico, D (debt) sono i debiti, d è il salario mensile, T (time) è il tempo trascorso da Natale, Q (quit) è il tempo trascorso dall'ultimo tentativo fallito di lasciare il lavoro, M (motivation) sono i bassi livelli di motivazione, e NA (need action) è il bisogno di fare qualcosa.
Quest'esempio di psicologia accademica dimostra perfettamente come il calendario è lo strumento di macroprogrammazione della cultura o società che lo usa. La ricerca non ha alcun significato se non seguite il calendario gregoriano - in cui, di conseguenza, vivete in una società in cui siete consumatori, programmati dal calendario ad avere l'esperienza culminante di spesa nell'ultimo mese del calendario annuale. A questo non-plus-ultra del consumo fa seguito il programma "anno nuovo" del calendario, in cui gli eccessi delle festività vengono redenti da qualche tipo di risoluzione - che, secondo la ricerca del Dott. Arnall - dura non più della prima settimana dell'anno nuovo. La formula ideata dal Dott. Arnall poggia sul lemma della filosofia che sottende il calendario gregoriano, "il tempo è denaro". D'altra parte, la stessa parola 'calendario' deriva dal termine latino 'calenda', che significa 'libro contabile'.
Questo è il tipo di ricerca chiamato "pensare dentro la scatola". E' condizionato da dogmi indiscussi, originati dalla mancanza di consapevolezza circa l'assoluta limitazione di tali investigazioni alla scatola sconosciuta in cui essi operano. La scatola, in questo caso, è il calendario gregoriano in quanto programma mentale che si ripete su base annuale. Togli lo strumento di programmazione gregoriano, e cosa resta? Il re è nudo.
Il Dott. Arnall ha condotto la sua ricerca in Gran Bretagna, e così le sue conclusioni sono valide per quella nazione o probabilmente per la maggior parte del mondo dei consumatori occidentali governati dal calendario gregoriano. Ma, per comprendere quanto siano relative queste conclusioni, e quanto arbitrari siano i condizionamenti comportamentali del calendario gregoriano, basta pensare di vivere in una società che non segue questo calendario.
Stando alle conclusioni del Dott. Arnall, il calendario gregoriano programma i vostri debiti, la vostra depressione ed il vostro fallimento spirituale. E non potete farci niente. Per quale motivo seguire un calendario che vi programma per la depressione, che vi rattrista con preoccupazioni su quando c'è da pagare le bollette - o se il vostro salario sarà sufficiente a pagare i vostri debiti? O, ancora peggio, perché continuare con un calendario che incorpora una sindrome del perdente cronico, simile a quella di un alcoolizzato che non riesce ad uscire dal vizio, che porta a rompere le vostre promesse per l'anno nuovo - secondo i calcoli del Dott. Arnall, una settimana dopo averle solennemente pronunciate? Siamo programmati per il fallimento spirituale!
A tutto questo aggiungete che l'anno prossimo il 24 Gennaio non cadrà di lunedi. Essendo lunedi il giorno iniziale della settimana lavorativa, è sempre più deprimente - ad esempio, del venerdi. E allora, forse il giorno più deprimente sarà il 23 Gennaio, che cade di lunedi? Il che ci porta ad un altro punto: l'irregolarità irrazionale e la mancanza di un ordine coerente nel calendario gregoriano. Non solo programma la vostra depressione, il timore dei debiti, il fallimento spirituale - vi programma anche ad un certo torpore, quando pensate al tempo. I giorni della settimana non sono mai in correlazione con quelli del mese - in questo modo, è difficile fare qualunque calcolo. Condiziona la vostra mente, se tutto ciò che potete dire sul calendario è "30 giorni ha Novembre…" E' così che dovrà essere sempre, senza speranze, nella civiltà dominante del pianeta Terra, o c'è un modo migliore?
Abbiamo bisogno di un nuovo calendario!
Naturalmente, un nuovo calendario significherebbe anche una nuova società, ed un nuovo modo di fare le cose. Precisamente per questa ragione, il mondo non ha un nuovo calendario - a dispetto degli appelli al buon senso e dei nobili tentativi dell'ultimo secolo e mezzo. Il problema è che dobbiamo sempre aspettare il Vaticano, il Presidente o il Parlamento o l'ONU per approvare il nuovo calendario. Con il complessificarsi della società, le probabilità che le cose vadano in questo modo sono scarsissime - il che ha reso di gran lunga peggiore la programmazione del vecchio calendario. Non possiamo aspettare ancora. Il vecchio tempo ci sta letteralmente ammazzando. Aspettare che la decisione venga dall'alto - è totalmente inutile, tempo perso direi. La cosa giusta da fare è cambiare il calendario noi stesi. E' così che sarà. Il modo di combattere l'inguaribile depressione incorporata nel vecchio calendario consiste nell'incominciare a vivere secondo uno standard che sia armonico e che ci renda inguaribilmente felici - perché è armonico.
Parlo in base alla mia esperienza. Non seguo più il vecchio calendario. Vivo seguendo un calendario diverso in cui non esiste il 24 Gennaio. Di fatto, Settembre, Novembre, Giugno o Luglio non esistono più, come pure Lunedi, Martedi, Mercoledi, ecc. Per me, tutti i millenni di preoccupazione e superstizione inglobati in questo sistema sono svaniti - e così non ho nulla di cui deprimermi. Ma ho qualcosa di nuovo da imparare, e nuovi valori da programmare nelle mie abitudini e nel mio carattere - valori come la pace, l'armonia, la cooperazione e la gioia. O forse sono solo preveggente, e sapevo che, se avessi cambiato calendario, il mio compleanno non sarebbe caduto in giorno sfigato.
Un calendario che è una disperata irregolarità non può essere programmato per la pace o l'armonia - produrrà solo irregolarità. E con un calendario in cui la depressione e l'irregolarità sono i programmi di routine, non potremo far altro che accrescere la disperazione che si prova di fronte ad un mondo che diviene sempre più complesso, in cui la depressione - secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) - aumenta esponenzialmente da quando un numero sempre crescente di lavori consiste nello stare attaccati ad un computer.