"RADIAZIONE DEGLI ALIMENTI"
Ovviamente anche a livello energetico e quindi di radiazioni Angstroms, la carne il latte i formaggi e le uova sono considerati ALIMENTI INFERIORI che risuonano per l'uomo agli Angstroms del CANCRO, molto ben al di sotto dei valori di salute nell'uomo che si aggira tra i 6200 e i 7000 A°.
Quindi l'uomo dovrebbe nutrirsi esclusivamente di ALIMENTI SUPERIORI come frutta e verdura fresche (che arrivano anche a 10000 A°) ed al max di ALIMENTI DI SOSTEGNO come i legumi e le ferine integrali.
Vediamo il perchè:
DOCUMENTO "RADIAZIONE DEGLI ALIMENTI" DEL DR MARCELLO PAMIO (sottotitoli e rielaborazione di VV)
L'articolo dell'amico Marcello Pamio prende spunto dai testi "Radiations des aliments: ondes humaines et santé", dell'ingegner André Simoneton, e "La vita segreta delle piante" di Peter Tomkins e Christopher Bird.
LA SCALA SIMONETON È DI STRAORDINARIA IMPORTANZA, ANCHE SE NON VIENE INSEGNATA NELLE SCUOLE
Quando si parla di materia ed energia, subito alla mente compare l’immagine di Albert Einstein e della sua famosa equazione: E= mc2. Se invece si parla di radiazioni e vibrazioni emesse dagli alimenti, alla mente, nonostante la storia sia ricca di personaggi che hanno lavorato in questo ambito, non compare proprio nulla! Come mai? Questo articolo ha proprio il senso di ricordarne uno: André Simoneton, un ingegnere elettrico francese.
COINVOLGIMENTO DI BOVIS, KERVRAN E LAKHOWSKY
Simoneton partendo dalle ricerche e scoperte di altri grandi ricercatori, come i francesi André Bovis e Louis Kervran e il russo G. Lakhowsky, si è occupato principalmente delle “azioni”, degli "effetti" che gli alimenti hanno sul corpo umano.
LE CORRENTI MAGNETICHE POLARIZZATE DI ANDRÉ BOVIS
Per esempio una delle teorie di André Bovis, si basa sul principio che la Terra ha correnti magnetiche positive che vanno da Nord a Sud e correnti magnetiche negative che vanno da Est a Ovest. Queste correnti vengono captate da tutti i corpi sulla superficie terrestre, e se uno di questi corpi viene messo in posizione Nord-Sud sarà più o meno polarizzato a seconda della forma e della sua consistenza.
CORPO UMANO ATTRAVERSATO DA CORRENTI COSMICHE E CONDENSATORE DI ONDE CORTE E CORTISSIME
Nei corpi umani queste correnti, dette positive e negative, entrano in una gamba ed escono dalla mano della parte opposta. Contemporaneamente le correnti cosmiche entrano dalla testa ed escono dalla mano e dai piedi opposti. Tutti i corpi contenenti acqua accumulano queste correnti e le irradiano lentamente. Ed è per questo che il corpo umano (e tutti gli alimenti offerti dalla Natura), come un condensatore variabile, agisce da rilevatore, selettore e amplificatore di onde corte e cortissime.
LE CELLULE NERVOSE COSTITUISCONO UN CIRCUITO OSCILLANTE RICEVENTE E TRASMITTENTE
Lakhowsky affermava invece che la vita nasce dalle radiazioni e viene mantenuta dalle radiazioni.
Grazie al lavoro di questi insigni ricercatori, Simoneton poté concepire l’idea che le cellule nervose umane non solo ricevevano lunghezze d’onda ma erano anche delle trasmittenti. Egli era convinto infatti che “ciascuno degli organi essenziali con le loro cellule costituisce un piccolo circuito oscillante”. Qualsiasi ricevitore deve entrare in vibrazione risonante con un emettitore in maniera da raccogliere le sue emissioni. Lakhowsky paragonò il sistema a due pianoforti bene accordati: quando viene battuta una nota sull’uno, esso fa vibrare la stessa nota sull’altro.
TUTTO IL VIVENTE EMETTE VIBRAZIONI INDEBOLENTI E FORTIFICANTI
Numerosi anni di studio, permisero a Simoneton di dimostrare empiricamente che tutto il vivente in Natura emette una vibrazione o radiazione ben specifica. Ma la cosa forse più intrigante è stata quella di rispondere a una domanda-chiave. Quali vibrazioni indeboliscono l’essere umano e quali invece lo fortificano?
DOMANDA-CHIAVE E PRECISE MISURAZIONI IN ANGSTROM
Per le sue misurazione utilizzò un contatore geiger, una camera ionizzante di Wilson, il dosimetro e biometro di Bovis graduato in Angstroms (A°) che poteva misurare al decimilionesimo di millimetro.
Con questo sistema riuscì a stabilire che ogni essere umano in salute, emette delle radiazioni dai 6200 ai 7000 Angstroms (lunghezza d’onda che corrisponde al colore rosso).
OGNI COLORE IN NATURA POSSIEDE UNA PRECISA VIBRAZIONE E UNA LUNGHEZZA D'ONDA
Viola da 3900 a 4300 A°, Indaco da 4300 a 4500 A°, Blu da 4500 a 5200 A°, Verde da 5200 a 5800 A°, Giallo da 5800 a 5900 A°, Arancio da 5900 a 6200 A°, Rosso da 6200 a 7800 A°.
L'UOMO SANO E IN FORMA EMETTE VIBRAZIONI SUPERIORI AI 6500 ANGSTROM E UN'AURA DI COLORE ROSSO CHE LO AVVOLGE PER UN DIAMETRO DI 6 METRI
Dopo estenuanti controlli ed esperimenti su persone sane e malate, Simoneton trovò che la media della vibrazione nelle persone sane è di 6500 A° e oltre, mentre nelle persone malate tale vibrazione è sempre più bassa!
TIPO DI ONDE ASSORBITE DAL CORPO
Tutti gli esseri viventi, per mantenere e conservare la propria integrità funzionale e il proprio sistema vibratorio interno, hanno bisogno di tre principali sorgenti: 1) Le onde telluriche e cosmiche, 2) Le onde elettromagnetiche dello spettro solare, 3) Le onde vibrazioni dei prodotti alimentari.
IMPORTANZA PRIMARIA DELL'ASPETTO NUTRIZIONALE
L’uomo quindi si trova in mezzo tra le influenze vibratorie che arrivano dal cosmo, dal Sole e dalla Luna, dalle vibrazioni telluriche del sottosuolo, dalle vibrazioni umane e da quelle degli alimenti.
André Simoneton, diede sempre molta importanza all’aspetto nutrizionale, anche grazie al fatto che il regime vegetariano gli salvò letteralmente la vita.
IL GIOVANE SIMONETON MANGIAVA DI TUTTO ED ERA FISICAMENTE UN ROTTAME
A 23 anni infatti, in piena Grande Guerra (1916), venne riformato dal servizio militare per bronchite bacillare e ricoverato in un ospedale per tubercolosi. A 33 anni era alto 1,69 metri e pesava ben 90 kg, aveva una colibacillosi aggravata da una prostatite con cistite, da arteriosclerosi e da costipazione cronica. La sua situazione quindi era molto grave, incurabile per l'epoca.
IL REGIME VEGETARIANO GLI PERMISE DI RECUPERARE FORMA E SALUTE
Fu allora che intraprese un drastico cambio di regime alimentare, diventando vegetariano. L’applicazione di questo metodo nuovo fu lunga e faticosa, ma dopo sei mesi vide già i primi segnali di miglioramento e, in 4-5 anni, riguadagnò la salute completamente! Al punto tale che a 83 anni (nel 1977) pedalava con la bicicletta per 70-80 km, giocava a tennis settimanalmente, sciava, nuotava e faceva addirittura canottaggio.
CLASSIFICAZIONE DEGLI ALIMENTI
Visto il suo interesse per lo studio delle energie, indagò dettagliatamente la radiazione emessa dagli alimenti, e la sua importantissima conclusione gli permise di classificare gli alimenti in quattro grandi categorie: 1) Prima categoria: Alimenti Superiori (Radiazione superiore a quella trovata nell’uomo: da 10.000 a 6500 A°), 2) Seconda categoria: Alimenti di Sostegno (Radiazione variabile tra 6500 e 3000 A°), 3) Terza categoria: Alimenti Inferiori (Radiazione molto inferiore a quella trovata nel corpo umano: sotto i 3000 A°), 4) Quarta categoria: Alimenti Morti (Alimenti che non emettono alcuna energia riscontrabile).
ALIMENTI SUPERIORI
Per Simoneton gli alimenti superiori includono la polpa dei frutti freschi ben maturi, le verdure crude, le verdure cotte al vapore a temperature inferiori ai 70 °C, il pane e la farina integrale, la frutta oleosa, le olive, le mandorle, le noci, le noci di cocco.
IL SOLE INCAPSULATO MAGICAMENTE IN OGNI FRUTTO, ASSIEME ALL'ENERGIA COSMICA
Quando la frutta ha maturato correttamente sotto il calore del sole, la sua radiazione è massima. Dopo la maturazione, la lunghezza d’onda è stabile per qualche giorno, spesso qualche settimana nel caso dei frutti d’inverno, per poi decrescere fino a zero. Mangiando un frutto noi assorbiamo la radiazione spettrale del sole e probabilmente anche quella tellurica e cosmica. La sensazione di benessere che proviamo nella regione dello stomaco è dovuta proprio a questo insieme di radiazioni (immagazzinate nella pianta), che sappiamo oscillare tra l’infra-rosso e l’ultra-violetto. Un vero e proprio bagno solare locale! Questo è il motivo per cui Simoneton faceva colazione ogni giorno con un pasto di frutta fresca.
ALIMENTI DI SOSTEGNO
Il latte fresco (dopo 12 h la radiazione scende del 40% e dopo 24 h del 90%), il burro ordinario, le uova, il miele, lo zucchero di canna integrale, l’olio di arachidi, il vino, i vegetali e i legumi cotti (con bollitura breve e limitata).
ALIMENTI INFERIORI
La carne cruda, le uova di due settimane, il latte bollito, caffè, thè, cioccolata, confetture e marmellate, formaggio fermentato, pane bianco.
ALIMENTI MORTI
Le conserve alimentari, le margarine, gli alcolici, liquori, lo zucchero bianco, le merendine, le farine raffinate e tutti gli alimenti pastorizzati (succhi di frutta confezionati e a lunga conservazione).
REGOLE DI BASE PER LA VALUTAZIONE DEGLI ALIMENTI
A) Tutti gli alimenti reputati più sani sono quelli con la lunghezza d’onda più elevata, cioè quelli che emettono più energia. Quelli con più vitamine naturali! Certe procedure, comunemente utilizzate come la cottura, alterano e distruggono alcune qualità fondamentali degli alimenti (enzimi, vitamine attive, minerali organizzati, fattori ormonali di crescita). C) La freschezza di certi alimenti resta un fattore importantissimo. D) Gli alimenti conservati e pastorizzati non conservano alcuna vitalità, e sono da considerare alimenti morti. E) Gli alimenti della terza categoria (inferiori), senza vitamine sono praticamente tutti i polipeptidi (proteine) e quindi basta una piccola carenza nell’apparato digerente (per esempio nel fegato) per scatenare intolleranze all’organismo. Emicranie, asma, eczema, orticaria, allergie, hanno infatti il più delle volte cause alimentari. F) La stragrande maggioranza degli alimenti della quarta categoria (alimenti morti), se sono mangiati in eccesso, provocano intossicazione.
È DI FONDAMENTALE IMPORTANZA PUNTARE AI CIBI VIVI DI PRIMA CATEGORIA
Gli alimenti per i quali l’essere umano è biologicamente predisposto sono quelli che hanno il maggior quantitativo di acqua biologica, enzimi, vitamine, bioflavonoidi, quindi di vibrazione energetica. Ci riferiamo ovviamente agli alimenti di prima categoria, che sono senza ombra di dubbio frutta, verdura, noci e frutta da guscio, cereali, germogli e tuberi.
RUDOLF STEINER ED EHRENFRIED PFEIFFER, DUE GRANDI NOMI DA RICORDARE
Quando si parla di vitamine s'intendono migliaia di sostanze organiche che soltanto le piante, e non i laboratori, possono produrre. Conosciamo e classifichiamo normalmente una cinquantina di vitamine, mentre ne esistono oltre 3000. Lo ha dimostrato sperimentalmente il dottor Ehrenfried Pfeiffer, biochimico seguace del filosofo e scienziato austriaco Rudolf Steiner.
UNA GROSSA SBERLA ALLA KOUSMINE, A LINUS PAULING, AGLI ORTOMOLECOLARI, AI PILLOLAI E AGLI ACQUAVENDOLI
La vita, era solito affermare Pfeiffer, pulsa in modo genuino dal cibo, dal suolo e dalle vitamine vive. Come i minerali inorganici, i prodotti chimici e le vitamine sintetiche sono morti. Mediante la cromatografia ha dimostrato che la vitamina-C sintetica o acido ascorbico è del tutto diversa dalla vitamina-C dei frutti della rosa canina per esempio. Quello che manca nell'acido ascorbico è il valore biologico o vitalizzante!
L'IMPORTANZA BASILARE DELLA FRESCHEZZA
La vibrazione e la vitalità degli alimenti decrescono con il passare delle ore e dei giorni. Le pere William dalla maturazione hanno circa 8 giorni in cui emettono radiazioni vitali, dopodichè la vibrazione scende a zero. Le pesche hanno una durata di emissione di 10 giorni. Albicocche e prugne mostrano una durata maggiore: circa 15 giorni. Il ciclo vitale di una banana è di 24 giorni, dove nei primi 8 giorni, avendo una energia superiore ai 6000 A° rientra negli alimenti superiori, mentre nei 6 giorni successivi scivola negli alimenti di sostegno e, negli ultimi 10 giorni, decade nella categoria degli alimenti inferiori. La logica conclusione è che la frutta va mangiata matura e prima possibile.
LE BUCCE IMMERSE NELL'ACQUA CEDONO SALUBRI VIBRAZIONI AL LIQUIDO
Molto interessante è constatare che la lunghezza d’onda della frutta e degli ortaggi disidratati rimane dentro la banda del viola e ultra-violetto: 4/5000 A°. Ma se immersi nell'acqua (processo di idratazione) per almeno 24 h, frutta e verdura disidratati irradiano quasi quanto appena colti. Secondo il paragnosta cecoslovacco Jan Merta, la buccia di mele, pere e altra frutta o verdure, se lasciata immersa in un bicchiere di acqua durante la notte, emette vibrazioni salubri all'acqua che poi può essere bevuta.
NECESSITÀ ASSOLUTA DI STARE IL PIÙ POSSIBILE SUL CRUDO
Per la salute umana è fondamentale mangiare frutta e verdura crude, visto che la cottura, mera invenzione dell’uomo, distrugge enzimi e vitamine, fa coagulare le proteine e rende inorganici i minerali.
ECCEZIONALE RADIANZA DI PATATE E CEREALI COTTI AL MINIMO E CON INTELLIGENZA
La patata e il frumento sono eccezioni. La patata cruda ha una vibrazione di 2000 A°, cotta nell’acqua arriva a 6000 A°, mentre al forno (con buccia) raggiunge i 9000 A°. Il frumento ha una radianza di 8500 A°, se cotto sale a 9000 °A.
PESANTEZZA DIGESTIVA DEI LEGUMI SECCHI
La carota, e gli altri ortaggi hanno una lunghezza d’onda di circa 8000 A°. I legumi (ceci, piselli, lenticchie, fave, ecc) hanno una vibrazione che va da 7000 a 8000 A° da freschi, se seccati da più di qualche settimana, la radiazione è bassa e, dopo parecchi mesi, non hanno più alcuna vitamina, questo è il motivo per cui diventano pesanti ed indigesti.
ALIMENTI AMMALANTI DA 3100 A 6250 ANGSTROM
Le radiazioni misurate dall'ing. Simoneton non riguardarono solo gli alimenti. Egli stabilì che la banda dei microbi e delle malattie va da 3100 A° (valore della meningite, colore ultra-violetto) ai 6250 A° (valore della dissenteria, colore infra-rosso).
QUALCHE ESEMPIO DI MALATTIE CON RELATIVI VALORI VIBRAZIONALI
1) Dissenteria: 6250 A°
2) Difterite: 4500°
3) Stafilococco: 5400 A°
4) Tubercolosi: 5525 A°
5) Influenza: 5460 A°
6) Cancro: 4874 A°
7) Tetano: 4900 A°
8) Meningocco: 3100 A°
IL LIVELLO 4875 DEI CANCEROSI
La lunghezza d’onda della tubercolosi è pari a 5525 A° e coincide con la carne cruda di 10 giorni, all’uovo di 11 giorni e al pane bianco. Un essere umano canceroso ha una vibrazione di 4875 A° che corrispondono alla carne cruda di 3 giorni e al pane raffinato. Una crisi reumatica ha una vibrazione di 3250 A° e corrisponde alla carne cruda di 4 giorni e all’uovo di 26 giorni. Il francese André Bovis, ha constatato che la lunghezza d’onda del pane bianco (prima della guerra del 1939) era di 4875 A°, proprio la lunghezza d’onda del cancro! Mentre il pane integrale arriva a 7-8000 A°.
CONCLUSIONI CONCRETE SUL COME ALIMENTARSI
Stabilito che l'essere umano è in buono stato di salute soltanto quando le sue cellule vibrano dai 6250 ai 7000 A°, e siccome questa vibrazione può essere mantenuta dalle onde vibranti della medesima lunghezza o superiore, l'uomo si deve nutrire con cibi sani ad altissima radianza. Massima radianza che si ottiene con frutta, verdura e semi oleaosi crudi, legumi freschi e cereali cotti a basse temperature. Riduzione o eliminazione dei cibi a bassa vibrazione (carne, cibi cotti ad alta temperatura, alimenti raffinati e pastorizzati) perché sottraggono energia vitale all’intero organismo.
Tratto da: http://valdovaccaro.blogspot.it/2013/09/manifesto-mondiale-della-nostra.html?m=1
venerdì 27 settembre 2013
lunedì 25 febbraio 2013
Elezioni 2013: verso un governo consociativo?
Elezioni politihe 2013 - Da un punto di vista sostanziale non cambia nulla perchè prima del governo tecnico era già un governo consociativo, che in economia si chiama "duopolio": faranno salire strumentalmente lo spread e sarà necessario creare un "governo di unità nazionale", PD-PDL, della durata di circa 8/10 mesi, giusto il tempo di cambiare la legge elettorale e tornare alle urne, eliminando da tutti i giochi sia Monti che M5S.
Ch'est è.
Ch'est è.
lunedì 31 dicembre 2012
Lo sbadiglio populista
Con quest'ultimo post a pochi minuti dalla mezzanotte che separa il 2013 dal vecchio anno, voglio scrivere di un termine tornato prepotentemente in voga finanche sulla bocca della massima carica dello Stato nel suo discorso di fine anno: populismo.
Il termine populismo trova un suo primo tentativo di delegittimazione da parte della casta politica attraverso la diffusione di un'accezione più marcatamente negativa che per un periodo è circolata su tutti media italiani: "anti-politica". Il tentativo fallisce allorquando privilegi e corruzione della medesima casta rivoltano l'antipolitica proprio contro coloro che l'avevano propugnata.
Si passa così - sempre mediaticamente - al termine "populismo", meno violento ma surrettiziamente più dequalificante, volendo con tale espressione designare tutti i nascenti movimenti nati spontaneamente in rete o in realtà locali e collegati tra loro tramite la rete stessa.
La casta politica gerontocratica e corrotta tenta quindi di delegittimare i movimenti bollandoli con il termine "populismo".
Ma a ben vedere e soprattutto a leggere la storia della locuzione politico-sociologica balza subito in evidenza come, in primis, si tratti di un movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra l’ultimo quarto del sec. 19° e gli inizî del sec. 20° che si proponeva di raggiungere, attraverso l’attività di propaganda e proselitismo svolta dagli intellettuali presso il popolo e con una diretta azione rivoluzionaria (culminata nel 1881 con l’uccisione dello zar Alessandro II), un miglioramento delle condizioni di vita delle classi diseredate in antitesi alla società industriale occidentale.
La definizione sembra calzare in gran parte con l'attuale situazione politica e sociale: movimenti spontanei nati dal basso si propongono di ostacolare l'orda neoliberista che mediante atti legislativi di volta in volta approvati dalla casta dei corrotti tende a divaricare la forbice tra i privilegiati abitanti della semiosfera ed un magma indefinito, che a partire dai colletti bianchi passando per la classe media e via via fino agli ultimi gradini della scala sociale, tritura beni comuni e diritti costituzionalmente garantiti la cui sintesi è vissuta quotidianamente in una sorta di macelleria sociale ove i genitori perdono il posto di lavoro a 55 anni ed i figli, diplomati, laureati, spesso con specializzazioni, master, lingue straniere e ottime conoscenze di informatica, stentano finanche a diventare precari. Ciò a dispetto della casta di privilegiati e corrotti che invece piazza la progenie nei posti più ambiti e meglio retribuiti scapolando le bolge dei concorsi pubblici con odiose quanto vergognose scorciatoie cooptative.
L'unica - fondamentale - differenza con la storia del populismo russo è la totale assenza della c.d. "classe di intellettuali", che da noi è stata ed è tuttora impegnata a difendere le proprie rendite mediante vergognosi abboccamenti nei confronti dei politicanti destrimani o nazisinistri che via via si sono susseguiti al governo del paese da vent'anni a questa parte.
Dagli anni '60 in poi il termine populismo, ad opera di questi fantomatici intellettuali, viene di volta in volta manipolato al fine di evitare che qualsivoglia "scellerato" con un minimo di buon senso possa dire cose poco gradite alla casta dominante, che mentre svende a privati il patrimonio pubblico decide nelle segreterie dei partiti i portaborse facilmente manovrabili e ricattabili da piazzare in lista e quindi nel governo e sottogoverno. Fare in modo, insomma, che se per puro caso una scheggia impazzita comincia effettivamente a dire le cose come stanno, tipo che il re è nudo, questi possa immediatamente essere bollato come folle e pazzo, equivalente a populista nello slang politichese.
Ma la consapevolezza è contagiosa. Come uno sbadiglio che immette più ossigeno nel sangue per mandare via il sopraggiungere del torpore, sempre più persone cominciano a lentamente a stiracchiarsi, a sbadigliare, a muoversi, a rendersi conto dell'ipnocrazia mediatica e quindi a constatare che si - effettivamente - essere populista è meglio che essere un putrido corrotto che spinge alla fame la propria gente per arricchire se stesso.
Finisce un'epoca e crolla nuovamente un ancien regime, che vigliaccamente ri-proporrà il terrore in cambio della sua caduta. Non abbiamo paura, anche perchè la storia, come qualcuno insegna, si ripete prima come tragedia e poi come farsa.
Buon 2013.
Aggiornamento del 6 marzo 2013: il premio nobel Dario Fo viene in soccorso con questo breve filmato in cui spiega - molto meglio di me - l'accezione positiva di "populismo":
lunedì 5 novembre 2012
La sveglia impossibile
Lui. Ho appena preso la pastiglia. Siccome devo prendere la prossima esattamente tra sei ore, temo che dovrò svegliarti nel mezzo della notte…
Lei. Non preoccuparti. Adesso mettiamo la sveglia.
Lui. Grazie.
Lei. Allora, vediamo. Sono le 21:30. Hai detto sei ore? Quindi fisso l’allarme per le 3:30. Ecco fatto.
Lui. Mi dispiace davvero per la seccatura.
Lei. Di nulla. (Pausa.) Un momento, c’è un problema…
Lui. Non dirmi che le batterie della sveglia si sono scaricate proprio oggi?
Lei. No. Il problema è che questa notte finisce l’ora legale. È l’ultimo sabato di ottobre, quindi da domani si torna all’ora solare.
Lui. Rilassati. È una sveglia digitale, col calendario, quindi ci penserà lei ad aggiustare le cose.
Lei. Appunto, proprio questo è il problema.
Lui. Spiegati.
Lei. L’ora solare scatterà esattamente alle 3:00, giusto? A quel punto l’orologio tornerà indietro di un’ora e saranno soltanto le 2:00. Che è come dire che questa notte l’ora che inizia alle 2:00 e termina alle 3:00 viene ripetuta due volte.
Lui. Esattamente. Dormiremo un’ora in più.
Lei. Ma capisci allora che quando la sveglia suonerà alle 3:30, è come se fossero le 4:30. Saranno trascorse sette ore da adesso, non sei ore.
Lui. Accidenti. Io la pastiglia devo prenderla esattamente tra sei ore. Per favore, metti l’allarme un’ora prima.
Lei. Alle 2:30? Ma in tal caso saremo ancora nell’ora legale, quindi ci sveglieremo tra cinque ore. Non va bene nemmeno così.
Lui. Mannaggia, ma io voglio svegliarmi tra sei ore, non una di più, non una di meno. Ci sarà pure un modo!
Lei. Di modi ce ne sono tanti, ma la sveglia non può aiutarci.
Lui. È assurdo. Le sveglie sono fatte proprio per questo!
Lei. Non quelle digitali con calendario incorporato, temo.
Lui. Usiamo la sveglia sul cellulare.
Lei. Stesso problema.
Lui. Quella sul computer?
Lei. Idem.
Lui. Il servizio di sveglia telefonica della Telecom! Se non sbaglio basta chiamare il 42-142.
Lei. Bravo. E secondo te quelli a che ora ti chiameranno?
Lui. Ma allora è una persecuzione! Vorrei proprio sapere chi ha avuto questa bella pensata dell’ora legale. Ci sarà pure un sistema per svegliarsi tra sei ore!
Lei. Te l’ho detto, di sistemi ce ne sono tanti. A partire da una vecchia sveglia analogica. Sali tu in soffitta a prendere quella che ci aveva regalato Giuliano, e di cui ti eri fatto beffa con il solito sarcasmo di chi si affida sempre e solo alle nuove tecnologie?
(Roberto Casati e Achille C. Varzi Il Sole 24 Ore, 28 ottobre 2012, pag.27)
sabato 3 novembre 2012
La videocrazia all'attacco di Beppe Grillo
Riporto quest'ottimo approfondimento di Sergio Di Cori Modigliani sul rapporto tra vecchia e nuova politica, che l'attuale gerontocrazia al potere si ostina a definire "anti-politica", ed il relativo rapporto tra vecchi e nuovi mass media (qui il testo originale).
«L’immaginario collettivo della nazione, teledipendente e acritico, si muove a ondate modaiole da sempre, gettandosi a capofitto, come di consueto, in quell' italianissimo guazzabuglio di pensiero unico omologato che è sempre stato il confronto/scontro tra guelfi e ghibellini. Uscire da questo binario forzato per topi da laboratorio, rimane il primo punto fondamentale di una auspicata rivoluzione culturale che rimane tappa fondamentale per riuscire a poter cominciare a crescere come collettività di cittadini liberi.
L’intero sistema mediatico è strutturato, in Italia, in modo tale da spingere l’utente a partecipare sempre e soltanto a condizione di porsi come tifoso partigiano, per consentire dei meccanismi di identificazione facili da strutturare (e quindi manipolabili) e garantirsi così il consenso nel nome di principii astratti, teorie, bandiere, divise da indossare, che ruotano intorno alla costruzione immediata di un ghetto culturale, miope e ottuso, che esclude – in quanto ghetto- chiunque tenti, cerchi o provi una qualsivoglia forma di elaborazione, argomentazione, magari una contestazione di merito, che possano contribuire ad avviare delle riflessioni ad uso della collettività. Se oggi, novembre 2012, ci troviamo in una esasperante condizione di totale sbandamento della nazione, è dovuto in grandissima parte al trionfo di questo principio basico dell’immaginario collettivo, vero e proprio trionfo delle oligarchie che gestiscono il potere nel nostro paese; basterebbe un semplice ed elementare esempio: non c’è stata nessuna forza politica, nessun soggetto politico, nessun intellettuale, nessun economista, nessun gruppo organizzato, movimento, partito o associazione che, negli anni’90, abbia lanciato e avviato con forza, nel paese, una discussione generale con un tema facile facile da porre, come necessaria e unica domanda: “A noi italiani, e all’Italia come nazione, conviene entrare a far parte dell’euro?” Gli italiani hanno aderito all’euro e la domanda è stata posta soltanto nel giugno del 2011, con 15 anni di ritardo. Il dibattito è diventato ben presto avvilente, come sarebbe avvilente e tragicamente ridicolo se oggi gli aquilani si riunissero per discutere se è il caso o meno di attuare un piano di ristrutturazione edile e di prevenzione per evitare che venga danneggiato il centro storico, scomparso tra le macerie nel 2009.
La nuova moda è’ finita nel solito calderone guelfi/ghibellini creando due fronti “religiosi”; da una parte “morire pur di salvare l’euro”, dall’altra “moriamo se non usciamo dall’euro”. Due posizioni estreme e irrazionali, entrambe stupide e prive di significato, perché portate avanti, fondamentalmente, su basi irrazionali emotive, logiche settarie pilotate e gestite da demagoghi, furbi, furbetti e furboni di varia natura, età, genere, censo e professione, che hanno trovato il cavallo giusto da cavalcare per tirare la volata al proprio specifico padrone, partito, associazione e, strada facendo, dilettarsi nello sport in cui siamo campioni olimpionici: ottenere un vantaggio personale, anche solo per soddisfare il proprio narcisismo, sull’onda del tifo. Scoperto il nuovo sport italiota guelfo/ghibellino, poiché si tratta di una materia che implica la conoscenza tecnica di alcuni meccanismi e dispositivi economici, sono tutti diventati economisti, tutti esperti addirittura in quei complicati micro aspetti di una materia di cui a nessuno è mai importato nulla finora. Va da sé, neppure a dirlo, ciascuno con la propria teoria unica e santa, con il talk show giusto al quale partecipare, con le proprie pagine specifiche su facebook, dove non esiste confronto, se non la pura e semplice auto-referenzialità esaltata, utile a confermare la propria aderenza fideistica a quel vessillo.
E così gli italiani hanno scoperto, con qualche centinaio di anni di ritardo, che esistono le banche potenti e impietose; hanno scoperto con circa quaranta anni di ritardo che la propria classe politica è immonda; hanno scoperto con ottocento anni di ritardo che esistono le dinastie dei signori aristocratici regionali che usano il territorio, il danaro, le risorse umane, come loro esclusiva proprietà e dominio e non intendono in alcun modo che i loro patrimoni e ricchezze vengano intaccati neppure di un grammo; scoprono all’improvviso dopo sessant’anni, che la Fiat è una struttura finanziaria immorale, anti-italiana, del tutto indifferente al destino della nazione, che ha alimentato, inventato e collettivizzato l’idea base della corruzione facendone la propria bandiera, infettando l’intero sistema politico-industriale del paese; infine, cominciano poco a poco a scoprire adesso, con cinquanta anni di ritardo, (novità post-mediatica) che i guru televisivi e i colonnelli della cupola mediatica asservita, sono dei semplici funzionari e impiegati di quella classe politica immonda e di quelle banche impietose, e così via dicendo. Gli italiani vengono a scoprire adesso, nell’autunno del 2012, che il 25 aprile del 1945 è finita una guerra che l’Italia, distrutta e devastata e messa in ginocchio da vent’anni di fascismo, aveva perso; ragion per cui è stata obbligata a pagare durissime sanzioni, danni di guerra, micidiali interessi, mascherati in parte sotto “il piano Marshall” che agli italiani è stato fatto credere fosse stato un regalo degli anglo-americani per ringraziarli del fatto che l’Italia aveva dichiarato loro guerra, aveva ucciso i loro soldati e voleva impossessarsi delle loro ricchezze. E invece ce l’hanno fatta pagare, presentando il conto, genialità mediatica della classe politica italiana, mascherato da qualcosa di diverso. Gli Italiani scoprono oggi che la nazione non è sovrana, che il Vaticano non ha mai pagato né pagherà mai alcuna tassazione sui suoi beni e che sono sempre stati ingannati dai propri rappresentanti politici perché non vi è mai stata alcuna elaborazione sui fatti storici avvenuti in termini di realtà oggettiva.
Oggi, gli italiani, sembrano accorgersi di tutto ciò.
Eppure, nonostante questi vagiti di consapevolezza collettiva, gli italiani insistono e persistono nel seguitare a partecipare volontariamente allo stesso identico gioco di sempre.
Sull’onda delle nuove recenti mode, vengono usati termini come Politica e Anti-politica, ormai diventati francobolli mediatici buoni da appiccicare –in un senso o nell’altro- agli avversari membri del club, loggia, setta, associazione o movimento, diverso e/o opposto al proprio, perpetrando un gioco delle parti che serve soltanto ai rappresentanti delle oligarchie dominanti.
Politica è una parola semplice ed elementare: “scienza o arte o attività che definisce l’esercizio del bene comune nel perseguire le esigenze della collettività”. Il ”Politico” è colui/colei che “riceve dai cittadini una delega formale e legale per rappresentare le istanze, esigenze, bisogni e desideri di una intera comunità”. Fine della definizione.
Tutto ciò che esula “dall’interesse collettivo e dall’esercizio di una azione personale che va identificata come proiezione e sintesi della volontà collettiva” viene situata all’infuori della politica. E’ per l’appunto “Anti-politica”.
La confusione che oggi regna è tale per cui viene chiamata “anti-politica” una idea, una teoria, un atteggiamento, un humus. Mentre “anti-politica” ha un suo Senso Oggettivo. Lo ripeto: “tutto ciò che non riguarda la collettività bensì è riferito a singolo o singoli”.
Quindi, coloro che non si occupano della cittadinanza perché perseguono un fine soggettivo (sia individuale o gruppale) non si stanno occupando di politica, bensì di qualcosa d’altro.
Il tornaconto personale è la “non-politica”. Non si tratta né di morale né di etica. Si tratta di etimologia, di logica del Senso.
Bisogna ritornare a definire le cose con il loro nome, per ciò che esse sono.
Il solo fatto di far credere ai lettori che un quotidiano (prendo uno a caso) come “Il Foglio” si occupi di “politica” è un FALSO. Notoriamente è gestito da persone che rappresentano interessi privati, il cui obiettivo – con l’aggravante per l’intelligenza degli italiani di essere dichiarato, pubblico e documentato- consiste nel salvaguardare le rendite di posizione di specifiche famiglie e dinastie. E questo vale per tutti gli altri. Compresa la Rai che è “il regno dell’Anti-politica”.
Non è certo un caso che le discussioni, analisi, dibattiti sui risultati elettorali delle elezioni in Sicilia siano stati per lo più argomentati in maniera anti-politica.
Qui di seguito c’è il commento di un mio lettore, un siciliano per bene, che nel mio blog si firma Nino P. In maniera molto chiara ed elementare ha presentato la situazione reale elettorale siciliana:
PD: 505.922 voti nel 2008
257.274 voti nel 2012
Il calo è del -49%, pari a 248.648 voti in meno.
UDC: 337.108 voti nel 2008
207.827 voti nel 2012
Il calo è del -38%, pari a 129.281 voti.
PDL: 901.503 nel 2008
247.351 nel 2012
Il calo è del -73% in meno, pari a 654.152 voti persi.
M5S: 46.895 nel 2008
285.202 nel 2012
L’incremento è di un +512% pari a 238.607 nuovi voti conquistati.
Il PD, UDC e PDL insieme hanno perso 1.032.211 voti, solo in parte recuperati dai 5 Stelle. Mancano all'appello ben 793.504 voti.
Invece di fare polemiche sterili o trionfalismo fuori luoghi, i nostri politici dovrebbero cercare di capire come fare a recuperare la fiducia degli elettori. Lo slogan di Nello Musumeci era: io mi fido di voi.
Ebbene gli elettori, senz'altro più maturi e disincantati, hanno mostrato chiaramente che non si fidano più di loro!
Il risultato quindi equivale a una sconfitta storica dell’intera classe politica italiana (nessuno escluso, né a destra né a sinistra) e presenta come novità l’affermazione del movimento di Beppe Grillo.
Non esiste nessun altro tipo di lettura, perché “le cifre” e i “documenti oggettivi” sono, per l’appunto, politici. Qualunque affermazione contraria a questa non è utile alla collettività, è “anti-politica”, che piaccia o non piaccia.
Questo enorme preambolo era per introdurre la mia opinione sulla esternazione di reprimenda da parte di Beppe Grillo nei confronti di una candidata appena eletta che ha scelto di andare in televisione partecipando a un talk show. La persona in questione è un attivista del M5s (altrimenti non avrebbe potuto essere eletta) di conseguenza ha aderito a un programma, a un codice collettivo, a delle regole di comportamento che non sono “etiche o morali” bensì squisitamente politiche, il che è diverso. Si è quindi impegnata, a nome della collettività, ad interpretare esigenze della comunità. L’idea base di Grillo è “politica”, ovverossia ruota intorno al concetto di “gestione comune della cosa pubblica al servizio della collettività”. In Italia non esiste rete televisiva che si occupi di “politica”, perseguono tutte interessi privati. Tutte hanno aderito, pur con sfumature diverse, in maniera consociativa, al principio di promozione del concetto di “visibilità”, inteso come anticamera narcisista dell’Anti-politica. Beppe Grillo ha smascherato dall’inizio l’intera cupola mediatica televisiva italiana come “il regno dell’Anti-politica”.
In conseguenza della sua interpretazione ha stabilito il divieto per gli eletti di partecipare a dibattiti televisivi. E’ un fatto notorio.
E’ un atto politico, non è un vezzo isterico.
E’ una linea politica.
Chi aderisce ad un partito (o un movimento) ne deve condividere la linea politica. Ma bisogna saperla riconoscere e condividere (e qui si apre il mondo del “voto secondo coscienza”!)
Chi sostiene che, in questo specifico caso, Grillo sia isterico o dittatoriale, sbaglia (se è in buona fede) oppure cerca di fare il furbo manipolatore (se è in malafede).
Si tratta di POLITICA.
Il M5s, in questo momento, è l’unica realtà immune dall’Anti-politica.
Forse finirà come gli altri.
Non lo sappiamo. Non si può dire. Gli eletti meritano il credito sulla fiducia: questa è la scommessa.
Noi non possiamo che sperare rimangano Politici.
La candidata eletta che ha commesso questo atto ha compiuto un gravissimo errore dimostrando, da subito, di non essere persona rispettosa delle “regole comuni” (base della Politica).
In Politica, la severità civica è la Somma Virtù. E’ la garanzia per la collettività.
Non c’entra nulla la dittatura, anzi.
L’Italia è stata messa in ginocchio dalla ”videocrazia” gestita in totale consociativismo.
La scelta di Beppe Grillo è molto chiara e netta: ha smascherato la Grande Truffa dell’Italia: la videocrazia oppiacea delle oligarchie del privilegio.
Se uno non lo capisce, allora è meglio che non si candidi neppure nel M5s.
E, se cominciano ad andare in video pure loro, allora vuol dire che anche il movimento di Beppe Grillo sta scegliendo l’Anti-politica.
Tutti a casa a seguire i gladiatori al grande Colosseo della Vanità Narcisista, facendo il tifo per l’uno o il tifo per l’altro.
Tanto a decidere se il pollice è verso l’alto o verso il basso, sarà sempre Cesare. Perché l’ultima parola è sempre quella dell’Imperatore.
Per fare Politica, oggi, e farla come opposizione, c’è soltanto un’unica maniera e un’unica possibilità: disinnescare il meccanismo perverso che ha devastato la nazione, ovverossia sottrarsi al balletto narcisista di chi gestisce l’Anti-politica. Per chi fa politica, non comparire in televisione è, oggi, in Italia, un Atto Politico micidiale.
Chi conosce i media italiani, sa che le cose stanno esattamente così.
Tutto il resto sono chiacchiere dei cultori dell’Anti-politica.
I dati elettorali parlano chiaro e sono incontrovertibili.
I siciliani, la svegliata se la sono data.
Comunque vogliate vedere le cose, le cifre parlano chiaro.
La considero un’ottima notizia Politica».
«L’immaginario collettivo della nazione, teledipendente e acritico, si muove a ondate modaiole da sempre, gettandosi a capofitto, come di consueto, in quell' italianissimo guazzabuglio di pensiero unico omologato che è sempre stato il confronto/scontro tra guelfi e ghibellini. Uscire da questo binario forzato per topi da laboratorio, rimane il primo punto fondamentale di una auspicata rivoluzione culturale che rimane tappa fondamentale per riuscire a poter cominciare a crescere come collettività di cittadini liberi.
L’intero sistema mediatico è strutturato, in Italia, in modo tale da spingere l’utente a partecipare sempre e soltanto a condizione di porsi come tifoso partigiano, per consentire dei meccanismi di identificazione facili da strutturare (e quindi manipolabili) e garantirsi così il consenso nel nome di principii astratti, teorie, bandiere, divise da indossare, che ruotano intorno alla costruzione immediata di un ghetto culturale, miope e ottuso, che esclude – in quanto ghetto- chiunque tenti, cerchi o provi una qualsivoglia forma di elaborazione, argomentazione, magari una contestazione di merito, che possano contribuire ad avviare delle riflessioni ad uso della collettività. Se oggi, novembre 2012, ci troviamo in una esasperante condizione di totale sbandamento della nazione, è dovuto in grandissima parte al trionfo di questo principio basico dell’immaginario collettivo, vero e proprio trionfo delle oligarchie che gestiscono il potere nel nostro paese; basterebbe un semplice ed elementare esempio: non c’è stata nessuna forza politica, nessun soggetto politico, nessun intellettuale, nessun economista, nessun gruppo organizzato, movimento, partito o associazione che, negli anni’90, abbia lanciato e avviato con forza, nel paese, una discussione generale con un tema facile facile da porre, come necessaria e unica domanda: “A noi italiani, e all’Italia come nazione, conviene entrare a far parte dell’euro?” Gli italiani hanno aderito all’euro e la domanda è stata posta soltanto nel giugno del 2011, con 15 anni di ritardo. Il dibattito è diventato ben presto avvilente, come sarebbe avvilente e tragicamente ridicolo se oggi gli aquilani si riunissero per discutere se è il caso o meno di attuare un piano di ristrutturazione edile e di prevenzione per evitare che venga danneggiato il centro storico, scomparso tra le macerie nel 2009.
La nuova moda è’ finita nel solito calderone guelfi/ghibellini creando due fronti “religiosi”; da una parte “morire pur di salvare l’euro”, dall’altra “moriamo se non usciamo dall’euro”. Due posizioni estreme e irrazionali, entrambe stupide e prive di significato, perché portate avanti, fondamentalmente, su basi irrazionali emotive, logiche settarie pilotate e gestite da demagoghi, furbi, furbetti e furboni di varia natura, età, genere, censo e professione, che hanno trovato il cavallo giusto da cavalcare per tirare la volata al proprio specifico padrone, partito, associazione e, strada facendo, dilettarsi nello sport in cui siamo campioni olimpionici: ottenere un vantaggio personale, anche solo per soddisfare il proprio narcisismo, sull’onda del tifo. Scoperto il nuovo sport italiota guelfo/ghibellino, poiché si tratta di una materia che implica la conoscenza tecnica di alcuni meccanismi e dispositivi economici, sono tutti diventati economisti, tutti esperti addirittura in quei complicati micro aspetti di una materia di cui a nessuno è mai importato nulla finora. Va da sé, neppure a dirlo, ciascuno con la propria teoria unica e santa, con il talk show giusto al quale partecipare, con le proprie pagine specifiche su facebook, dove non esiste confronto, se non la pura e semplice auto-referenzialità esaltata, utile a confermare la propria aderenza fideistica a quel vessillo.
E così gli italiani hanno scoperto, con qualche centinaio di anni di ritardo, che esistono le banche potenti e impietose; hanno scoperto con circa quaranta anni di ritardo che la propria classe politica è immonda; hanno scoperto con ottocento anni di ritardo che esistono le dinastie dei signori aristocratici regionali che usano il territorio, il danaro, le risorse umane, come loro esclusiva proprietà e dominio e non intendono in alcun modo che i loro patrimoni e ricchezze vengano intaccati neppure di un grammo; scoprono all’improvviso dopo sessant’anni, che la Fiat è una struttura finanziaria immorale, anti-italiana, del tutto indifferente al destino della nazione, che ha alimentato, inventato e collettivizzato l’idea base della corruzione facendone la propria bandiera, infettando l’intero sistema politico-industriale del paese; infine, cominciano poco a poco a scoprire adesso, con cinquanta anni di ritardo, (novità post-mediatica) che i guru televisivi e i colonnelli della cupola mediatica asservita, sono dei semplici funzionari e impiegati di quella classe politica immonda e di quelle banche impietose, e così via dicendo. Gli italiani vengono a scoprire adesso, nell’autunno del 2012, che il 25 aprile del 1945 è finita una guerra che l’Italia, distrutta e devastata e messa in ginocchio da vent’anni di fascismo, aveva perso; ragion per cui è stata obbligata a pagare durissime sanzioni, danni di guerra, micidiali interessi, mascherati in parte sotto “il piano Marshall” che agli italiani è stato fatto credere fosse stato un regalo degli anglo-americani per ringraziarli del fatto che l’Italia aveva dichiarato loro guerra, aveva ucciso i loro soldati e voleva impossessarsi delle loro ricchezze. E invece ce l’hanno fatta pagare, presentando il conto, genialità mediatica della classe politica italiana, mascherato da qualcosa di diverso. Gli Italiani scoprono oggi che la nazione non è sovrana, che il Vaticano non ha mai pagato né pagherà mai alcuna tassazione sui suoi beni e che sono sempre stati ingannati dai propri rappresentanti politici perché non vi è mai stata alcuna elaborazione sui fatti storici avvenuti in termini di realtà oggettiva.
Oggi, gli italiani, sembrano accorgersi di tutto ciò.
Eppure, nonostante questi vagiti di consapevolezza collettiva, gli italiani insistono e persistono nel seguitare a partecipare volontariamente allo stesso identico gioco di sempre.
Sull’onda delle nuove recenti mode, vengono usati termini come Politica e Anti-politica, ormai diventati francobolli mediatici buoni da appiccicare –in un senso o nell’altro- agli avversari membri del club, loggia, setta, associazione o movimento, diverso e/o opposto al proprio, perpetrando un gioco delle parti che serve soltanto ai rappresentanti delle oligarchie dominanti.
Politica è una parola semplice ed elementare: “scienza o arte o attività che definisce l’esercizio del bene comune nel perseguire le esigenze della collettività”. Il ”Politico” è colui/colei che “riceve dai cittadini una delega formale e legale per rappresentare le istanze, esigenze, bisogni e desideri di una intera comunità”. Fine della definizione.
Tutto ciò che esula “dall’interesse collettivo e dall’esercizio di una azione personale che va identificata come proiezione e sintesi della volontà collettiva” viene situata all’infuori della politica. E’ per l’appunto “Anti-politica”.
La confusione che oggi regna è tale per cui viene chiamata “anti-politica” una idea, una teoria, un atteggiamento, un humus. Mentre “anti-politica” ha un suo Senso Oggettivo. Lo ripeto: “tutto ciò che non riguarda la collettività bensì è riferito a singolo o singoli”.
Quindi, coloro che non si occupano della cittadinanza perché perseguono un fine soggettivo (sia individuale o gruppale) non si stanno occupando di politica, bensì di qualcosa d’altro.
Il tornaconto personale è la “non-politica”. Non si tratta né di morale né di etica. Si tratta di etimologia, di logica del Senso.
Bisogna ritornare a definire le cose con il loro nome, per ciò che esse sono.
Il solo fatto di far credere ai lettori che un quotidiano (prendo uno a caso) come “Il Foglio” si occupi di “politica” è un FALSO. Notoriamente è gestito da persone che rappresentano interessi privati, il cui obiettivo – con l’aggravante per l’intelligenza degli italiani di essere dichiarato, pubblico e documentato- consiste nel salvaguardare le rendite di posizione di specifiche famiglie e dinastie. E questo vale per tutti gli altri. Compresa la Rai che è “il regno dell’Anti-politica”.
Non è certo un caso che le discussioni, analisi, dibattiti sui risultati elettorali delle elezioni in Sicilia siano stati per lo più argomentati in maniera anti-politica.
Qui di seguito c’è il commento di un mio lettore, un siciliano per bene, che nel mio blog si firma Nino P. In maniera molto chiara ed elementare ha presentato la situazione reale elettorale siciliana:
PD: 505.922 voti nel 2008
257.274 voti nel 2012
Il calo è del -49%, pari a 248.648 voti in meno.
UDC: 337.108 voti nel 2008
207.827 voti nel 2012
Il calo è del -38%, pari a 129.281 voti.
PDL: 901.503 nel 2008
247.351 nel 2012
Il calo è del -73% in meno, pari a 654.152 voti persi.
M5S: 46.895 nel 2008
285.202 nel 2012
L’incremento è di un +512% pari a 238.607 nuovi voti conquistati.
Il PD, UDC e PDL insieme hanno perso 1.032.211 voti, solo in parte recuperati dai 5 Stelle. Mancano all'appello ben 793.504 voti.
Invece di fare polemiche sterili o trionfalismo fuori luoghi, i nostri politici dovrebbero cercare di capire come fare a recuperare la fiducia degli elettori. Lo slogan di Nello Musumeci era: io mi fido di voi.
Ebbene gli elettori, senz'altro più maturi e disincantati, hanno mostrato chiaramente che non si fidano più di loro!
Il risultato quindi equivale a una sconfitta storica dell’intera classe politica italiana (nessuno escluso, né a destra né a sinistra) e presenta come novità l’affermazione del movimento di Beppe Grillo.
Non esiste nessun altro tipo di lettura, perché “le cifre” e i “documenti oggettivi” sono, per l’appunto, politici. Qualunque affermazione contraria a questa non è utile alla collettività, è “anti-politica”, che piaccia o non piaccia.
Questo enorme preambolo era per introdurre la mia opinione sulla esternazione di reprimenda da parte di Beppe Grillo nei confronti di una candidata appena eletta che ha scelto di andare in televisione partecipando a un talk show. La persona in questione è un attivista del M5s (altrimenti non avrebbe potuto essere eletta) di conseguenza ha aderito a un programma, a un codice collettivo, a delle regole di comportamento che non sono “etiche o morali” bensì squisitamente politiche, il che è diverso. Si è quindi impegnata, a nome della collettività, ad interpretare esigenze della comunità. L’idea base di Grillo è “politica”, ovverossia ruota intorno al concetto di “gestione comune della cosa pubblica al servizio della collettività”. In Italia non esiste rete televisiva che si occupi di “politica”, perseguono tutte interessi privati. Tutte hanno aderito, pur con sfumature diverse, in maniera consociativa, al principio di promozione del concetto di “visibilità”, inteso come anticamera narcisista dell’Anti-politica. Beppe Grillo ha smascherato dall’inizio l’intera cupola mediatica televisiva italiana come “il regno dell’Anti-politica”.
In conseguenza della sua interpretazione ha stabilito il divieto per gli eletti di partecipare a dibattiti televisivi. E’ un fatto notorio.
E’ un atto politico, non è un vezzo isterico.
E’ una linea politica.
Chi aderisce ad un partito (o un movimento) ne deve condividere la linea politica. Ma bisogna saperla riconoscere e condividere (e qui si apre il mondo del “voto secondo coscienza”!)
Chi sostiene che, in questo specifico caso, Grillo sia isterico o dittatoriale, sbaglia (se è in buona fede) oppure cerca di fare il furbo manipolatore (se è in malafede).
Si tratta di POLITICA.
Il M5s, in questo momento, è l’unica realtà immune dall’Anti-politica.
Forse finirà come gli altri.
Non lo sappiamo. Non si può dire. Gli eletti meritano il credito sulla fiducia: questa è la scommessa.
Noi non possiamo che sperare rimangano Politici.
La candidata eletta che ha commesso questo atto ha compiuto un gravissimo errore dimostrando, da subito, di non essere persona rispettosa delle “regole comuni” (base della Politica).
In Politica, la severità civica è la Somma Virtù. E’ la garanzia per la collettività.
Non c’entra nulla la dittatura, anzi.
L’Italia è stata messa in ginocchio dalla ”videocrazia” gestita in totale consociativismo.
La scelta di Beppe Grillo è molto chiara e netta: ha smascherato la Grande Truffa dell’Italia: la videocrazia oppiacea delle oligarchie del privilegio.
Se uno non lo capisce, allora è meglio che non si candidi neppure nel M5s.
E, se cominciano ad andare in video pure loro, allora vuol dire che anche il movimento di Beppe Grillo sta scegliendo l’Anti-politica.
Tutti a casa a seguire i gladiatori al grande Colosseo della Vanità Narcisista, facendo il tifo per l’uno o il tifo per l’altro.
Tanto a decidere se il pollice è verso l’alto o verso il basso, sarà sempre Cesare. Perché l’ultima parola è sempre quella dell’Imperatore.
Per fare Politica, oggi, e farla come opposizione, c’è soltanto un’unica maniera e un’unica possibilità: disinnescare il meccanismo perverso che ha devastato la nazione, ovverossia sottrarsi al balletto narcisista di chi gestisce l’Anti-politica. Per chi fa politica, non comparire in televisione è, oggi, in Italia, un Atto Politico micidiale.
Chi conosce i media italiani, sa che le cose stanno esattamente così.
Tutto il resto sono chiacchiere dei cultori dell’Anti-politica.
I dati elettorali parlano chiaro e sono incontrovertibili.
I siciliani, la svegliata se la sono data.
Comunque vogliate vedere le cose, le cifre parlano chiaro.
La considero un’ottima notizia Politica».
sabato 20 ottobre 2012
Perchè siamo fruttariani (di Valdo Vaccaro)
«Lettera a Valdo Vaccaro
Salve, abbiamo ricevuto due suoi
files (Superstizione del contagio e cultura della salute, e Peste suina e
porco-economia), che ci hanno fatto riflettere sulle errate informazioni che
possediamo su virus, batteri e alimentazione. Veniamo a chiederle aiuto, visto
che lei è un esperto in materia a riguardo di domande alle quali non sappiamo
dare una risposta e che, però, ci sembrano importanti per la vita di tutti i
giorni.
1) Da quali fonti risulta che
l’apparato digerente dell’essere umano è fruttariano?
2) Da dove vengono ricavati gli 8
aminoacidi essenziali che il corpo umano non è in grado di sintetizzare (fonti
di medicina)?
3) Ci sembra che in ogni tempo ed
in ogni civiltà (se così si può chiamare il cammino dell’ignoranza umana)
l’essere umano abbia sempre mangiato carne, verdure, carboidrati, ecc, per cui
non riusciamo a capire come mai, salvo seguendo particolari filosofie
spiritualizzanti, oggi dovremmo mangiare solo frutta.
4) E gli enzimi digestivi
(amilasi, proteasi, ecc.) a che cosa servono?
5) In qualità di naturopata e
biologa, vorremmo aiutare meglio le persone, ammesso che fino ad oggi non le
abbiamo aiutate correttamente sul piano alimentare.
6) Ci avevano fatto capire che il
virus è una specie di mostro che attacca il corpo umano sadicamente e di sua
spontanea animazione.
Da quello che leggiamo sul suo
rendiconto, si tratta di pezzetti di codice inanimati che possono attivarsi in
condizioni particolari ed alterare il funzionamento della cellula, cioè la
produzione delle proteine, proprio come il virus del computer. Dunque si tratta
di coincidenze di allineamento di codici che, quando avvengono accidentalmente,
danno luogo a un meccanismo capace di attaccare e distruggere ciò che trova.
A noi, come studiosi anche della
filosofia informatica del corpo umano, la sua spiegazione torna parecchio, ma
in tal caso c’è da riscrivere libri di medicina e da re-istruire tutti i medici
che la pensano nei modi soliti, in quei modi che lasciano tutti piuttosto
perplessi e insoddisfatti.
Ma allora, come mai alcuni virus
esistono già e sono classificabili? Cioè, una volta allineati, seppur
casualmente, così rimangono e così si trasmettono? Infine, come mai nel
metabolismo cellulare vegetale non si formano tali pezzettini, non si collegano
fra loro e non formano virus virulenti, mentre invece nella cellula animale sì?
Altrimenti anche i vegetali sono potenziali veicoli di virus.
7) Se oramai siamo abituati a
dare al corpo (oltre ai soliti quintali di tossine industriali) gli aminoacidi
essenziali, cosa farà esso domani, quando lo alimenteremo solo a frutta?
Per ora le porgiamo solo queste
piccole domande che ci permetterebbero di rimetterci sui libri, magari anche su
quelli che lei stesso ci vorrà consigliare, o su degli appunti da lei scritti,
per conoscere sempre di più questa macchina che ci porta a spasso per il mondo
e che torturiamo con una sempre più inaccettabile ignoranza.
Saluti. Giuseppe Guidi,
naturopata, ed Elena Marano, biologa».
*******************************************
RISPOSTA
Alimentazione Naturale
Il mio testo Alimentazione
Naturale, ordinabile a diversi editori che lo propongono on-line e che dovrebbe
pure trovarsi nelle migliori librerie, contiene parecchi spunti utili al
riguardo, ed anche dei dati bibliografici. Basta andare su Google.it e digitare
valdo vaccaro, per trovare dati sul mio testo ed anche diversi miei scritti sui
vari blog di Medicina Naturale e della ABIN, su quello di Luigi Boschi, di
Arianna, ed altri. Veniamo ora alle vostre 7 domande basilari.
Da quali fonti l’apparato
digerente umano è fruttariano? Via le fonti classiche.
Premetto che quando dico
fruttariano intendo tutta la frutta, anche quella orticola (zucchine, zucche,
cetrioli, pomodori, melanzane, tegoline, piselli), e intendo pure la verdura,
nel senso di includere tuberi, foglie, germogli, radici, cereali e semi vari.
Vorrei rispondervi citandovi le fonti classiche, tipo Talete e Pitagora,
Platone ed Aristotele, Leonardo e Savonarola, Rousseau e Voltaire, Tilden ed
Einstein, ma pare che i grandi del passato siano passati di moda, mentre nuova
gente interessante viene portata sul palmo della mano, nella società odierna.
Il professor Giorgio Calabrese, il prof Carlo Cannella, la professoressa Carla
Favaro, il ministro Luca Zaia (quello contrario all’ananas), e altri simili a
loro, sono tutti in aspettativa di un trono nel Nuovo Olimpo degli Dei
dell’Alimentazione Italica, tanto per fare un esempio nostrano.
Quali allora le fonti che
confermano la fruttarianeità dell’apparato digerente e del corpo umano?
1 – Dallo stesso latte umano che
ha l’identica formula della frutta naturale.
2 – Dal fatto che frutta e
verdura crude danno nutrimento al 100 per cento, senza rubare niente in termini
di costi energetico-digestivi-assimilativi-emuntori.
3 – Dal fatto che la frutta e la
verdura crude producono zero leucocitosi in sede digestiva, come esperimenti
Kautchakoff 1930, per i quali altri studiosi vinsero poi il Nobel per la Medicina nel 1948.
4 – Dal fatto che il sangue umano
è alcalino e non acido come negli animali onnivoro-carnivori, e che la frutta
nutre e stranutre alla perfezione senza acidificare, l’esatto contrario di
carne e latticini.
5 – Dal fatto che il nostro
stomaco ha 10 volte meno acido cloridrico, atto a demolire e trasformare le
proteine in aminoacidi, rispetto agli animali onnivoro-carnivori, per cui è
adatto a frutta e verdura, ma non al resto.
6 – Dal fatto che il nostro
intestino è assai intricato, complesso e lungo quasi 10 metri , contro i 2 metri dei normali
onnivoro-carnivori, e che è inoltre molto spugnoso, per nulla adatto a trattare
proteine animali.
7 – Dal fatto che il carburante
frutta-verdura crude è l’unico a non causare crisi ossidative e rilascio di
radicali liberi.
8 – Dal fatto che il carburante
frutta e verdura crude non contiene acidi urici , e va a pennello nel nostro
corpo fruttariano totalmente sprovvisto di enzimi uricasi indispensabili per la
demolizione dell’acido urico (28 gr per kg nella carne). Enzimi uricasi che
abbondano negli animali di segno opposto, cioè negli anti-fruttariani od
onnivori che dir si voglia.
9 – Dal fatto che servono almeno
5 piatti sazianti di sola frutta al giorno per eludere totalmente cancro e
cardiopatia (i due maggiori killer mondiali), come dimostrato dal maggiore
esperimento nutrizionale di tutti i tempi (Cambridge University 2000), invano
segretato ed insabbiato da FBI e da Scotland Yard.
1O – Dal fatto che l’uomo
paleolitico faceva ben 12 pasti di sola frutta al giorno, come dimostrato dai
reperti analizzati dal maggiore studioso mondiale di alimentazione paleolitica
dr Boyd Eaton.
11 – Dal fatto che i Pimas
americani dell’Arizona erano un popolo sanissimo quando nel 1900 vivevano da
vegani e che in soli 100 anni sono diventati il popolo più
obeso-diabetico-canceroso del mondo, dopo che furono costretti con la forza
(deviazione fiumi da parte dei federali) a cambiare radicalmente dieta (mentre
i Pimas della regione messicana adiacente restano oggi sani e pimpanti con 28 kg in meno di peso
individuale medio rispetto ai fratelli vicini).
12 – Dal fatto che il più
importante-scientifico-affidabile laboratorio sperimentale ricerche del mondo,
che per me è il mio corpo, in 65 anni non mi abbia mai tradito, e mi abbia dato
esaustive e implacabili dimostrazioni a getto continuo in favore della teoria
vegana-crudista.
L’isovalenza tra proteine
vegetali e proteine animali provata nel 1728 da Bartolomeo Beccari
Le proteine animali danno molti
inconvenienti
In natura esistono diversi
milioni di proteine, mentre nel corpo umano se ne contano circa 10 mila. Le
proteine animali danno molti inconvenienti al corpo umano come appena visto
(acido urico e gotta, acidità ed osteoporosi, putrefazione e cancro, crisi
ossidative e radicali liberi), mentre le proteine vegetali non lasciano
traccia. Già nel 1728, il grande Bartolomeo Beccari, scopritore del glutine nel
frumento, dimostrò scientificamente l’isovalenza tra proteine vegetali e
proteine animali (via quindi i termini nobile ed essenziale, usati ed abusati a
sproposito).
L’alta biodisponibilità proteica
dei cibi basso-proteici come la frutta (100%)
L’utilizzazione della proteina da
un determinato alimento è tanto più grande quanto minore è la sua percentuale
proteica (vedi l’esempio eclatante del bebè umano che nel suo periodo di
massimo fabbisogno proteico marcia a latte umano, che ha percentuale proteica
bassa al pari della frutta). L’organismo umano riesce a utilizzare dalle patate
una quantità di proteine 7 volte maggiore di quella della carne o del
formaggio.
La percentuale proteica utilizzata
dalla frutta è addirittura del 100%.
E la frutta, come ogni cosa sotto
il sole e sotto la nostra atmosfera alto-proteica (80% azoto N e 20% ossigeno
O2), contiene proteine nella giusta percentuale. Il valore biologico, ovvero la
biodisponibilità delle proteine, è strettamente condizionato dalla presenza di
vitamine-minerali-enzimi. Frutta e verdura crude sono al top della digeribilità
e della biodisponibilità senza perversi effetti collaterali di breve o lungo
periodo.
L’alimentazione anti-frutta,
ovvero la carno-lattea, provoca segni cancerogeni inequivocabili
Non stiamo qui a citare la rapida
proliferazione delle cellule cancerogene non appena entrano proteine animali
nel corpo umano. La prova non sta solo nel fatto che, nelle sale di anatomia,
il sezionamento dei cancri evidenzia in continuazione bacilli tipo il bacillus
enteridis, il bacillus Breslay, il bacillus suispestifer, il bacillus
clostridium, il bacillus streptococcus bovis, tutti derivanti dalle varie carni
di animali di terra e di acqua.
Se si prende un malato di tumore
o di cancro, e lo si sottopone a dieta rigorosamente priva di proteine animali,
il tumore benigno nel primo e la neoplasia maligna nel secondo rallentano lo
sviluppo a vista d’occhio. Ne sapeva qualcosa in proposito il celebre terapista
dei malati terminali di cancro, il medico tedesco-americano Max Gerson, che li
imbottiva di frutta da mattina a sera. Metchnikoff dimostrò poi in passato come
l’origine di tutte le malattie è da individuare nella putrefazione degli alimenti
nell’intestino, nei miasmi incredibili che vi si sviluppano per colpa di carni
e latticini.
I disastri delle scorie proteiche
ineliminate all’interno del corpo umano
Le scorie prodotte dal consumo
proteico-animale affaticano incredibilmente fegato-reni-pancreas, gli
organi-chiave del funzionamento chimico del corpo umano, e sono causa
dimostratissima di uricemia, obesità, diabete, calcolosi, reumatismi,
dispepsie, eczemi, arteriosclerosi. Quel che è peggio, le proteine eccedenti il
fabbisogno giornaliero non possono essere accumulate nell’organismo sottoforma
di grassi, e il fegato le deve trasformare in urea ed indirizzarle ai poveri
reni. Il sistema renale, stressato da questi ripetuti insulti, non ce la fa ad
espellere il veleno, non lo elimina totalmente, ed il corpo lo riassorbe
intossicandosi. Il sistema immunitario, prende malvolentieri gli scarti
proteici ineliminati e li lega alle pareti dei capillari che così si
ispessiscono e perdono funzionalità, e alle pareti delle arterie che così sviluppano
ateromi.
Tutto questo non succede affatto
con le proteine vegetali, le quali non acidificano e non avvelenano il sangue.
Non esiste al mondo una singola
malattia da carenza proteica, mentre siamo flagellati da morbi carneo-derivati
Più proteine animali mangiamo e
più acidifichiamo il nostro sangue alcalino.
Acidificazione significa blocco
immediato di tutte le reazioni bioelettriche corporali e dunque morte
immediata. Ecco allora l’intervento disperato del sistema immunitario a
richiamare osseina dal midollo. Ecco lo svuotamento misterioso di calcio buono
dal sistema osseo ogniqualvolta si mangiano carni-uova-pesce-latticini, tutti
cibi anti-frutta. L’uomo deve dunque aver paura dell’eccesso di proteine, non
certo della carenza. Non esiste al mondo una singola malattia dovuta a carenze
proteiche, mentre il pianeta è flagellato da moltissime affezioni da eccesso
proteico di tipo animale.
Dove ricaviamo dunque gli 8
aminoacidi essenziali?
Venendo alla domanda specifica,
trattasi di un quesito di retroguardia. Sappiamo da anni ormai che non esistono
affatto questi 8 aminoacidi essenziali. Soltanto due aminoacidi, la treonina e
la lisina risultanto infatti essere indispensabili e, partendo da essi il corpo
umano ricava agevolmente tutti gli altri per trasformazione biologica. Treonina
e lisina si trovano in abbondanza in tutta la frutta oleosa (arachidi, pinoli,
mandorle, pistacchi, anacardi, noci, nocciole), ma anche nei semi, nei cereali,
nei germogli, nei funghi, negli spinaci, negli asparagi, nei carciofi. Le
carote sono poi una fonte incredibile di proteine vegetali, coprendo l’intera
gamma degli aminoacidi.
La formula biochimica del latte
umano è prova inconfutabile del fruttarianismo umano
Il latte umano ha poi una formula
biochimica che è decisiva per capire come siamo fatti e di cosa abbiamo
realmente bisogno. Nel periodo di massima crescita, il cucciolo dell’uomo si
serve di un alimento che ha una percentuale proteica 20 volte inferiore a
quella della carne, e 7 volte inferiore a quella del latticini mucca-derivati.
La parola svezzamento significa abbandono rigoroso del latte materno e ancor di
più del latte di altri, cosa che ogni animale rispetta, fuorchè lo stolto
animale umano. In questa delicata fase di svezzamento, far passare il bebé umano
da una dieta naturale ipo-proteica a una dieta 7-20 volte più proteica, è
quanto di peggio si possa fare contro l’infanzia. Una autentica follia, una
mazzata sulla testolina dei piccoli che restano poi segnati a vita da tale
ingiuria iniziale. Un vile attentato alla salute futura di tale ignaro essere.
Un continuo furto di vita e di
salute.
Il bimbo è OK? Non andare dal
pediatra. Sta male? Non andare dal pediatra. Firmato Mendelsohn.
Le pratiche e la cultura
pediatrica prevalenti in tutto il globo rubano all’essere umano qualcosa come
70 anni di vita supplementare e 120 anni di salute. Questo è quanto viene fatto
dalla diabolica rete medico-pediatrica mondiale, che a questo misfatto ne fa
seguire altre decine tramite gli interventi vaccinatori successivi, intesi
proprio contro le malattie infantili generate dagli omogeneizzati e dalle
assassine diete alto-proteiche imposte con ignoranza stratosferica e infinita
perfidia all’infanzia.
Non a caso il più grande pediatra
americano Robert Mendelsohn, ha coniato i suoi famosi postulati: Il tuo bimbo
sta bene? Non andare dal pediatra, te lo ammalerebbe. Sta male? Non andare dal
pediatra, te lo aggraverebbe. Ci sei andato? Fa esattamente l’opposto di quanto
ti ha detto, e farai un grande favore al tuo piccolo. Chiaro che l’uomo è già
bravo a raggiungere 70-80 anni malamente, e non i suoi 120-150 canonici, con
tutte le torture che subisce sin dai suoi primi esordi.
Gli enormi ed irreversibili danni
dei latticini al sistema renale
Il carnivorismo e l’eccesso di
proteine imposto ai piccoli umani appena svezzati predispone a tutte le
malattie che sono esclusiva dell’animale umano, e conduce all’ipertrofia
(ingrossamento) epatico e renale ed all’obesità infantile. Il caso incredibile
e indimenticabile della melammina cinese dovrebbe far riflettere il mondo
intero. Si è scoperto infatti una cosa che ha lasciato esterrefatti e confusi
gli ispettori cinesi.
Una percentuale notevole dei
bambini ospitalizzati erano consumatori di latte normalissimo e non addizionato
di cacca e pipì sintetizzate in melammina. Come dire che la melammina fa di
sicuro schifo, e fa pure male, ma che i danni più gravi al sistema renale sono
causati dal vero e proprio consumo di latte normale. Cosa del resto che si
sapeva benissimo in campo medico-igienistico.
Omogeneizzato, ovvero un frullato
di cadavere per gli ignari bambini umani
La composizione biologica più
vicina al latte materno è la frutta, e non certo il frullato di cadavere, misto
a verdurine cotte, denominato eufemisticamente omogeneizzato. Gli unici bambini
sani al mondo sono quei pochi super-privilegiati che hanno la fortuna di avere
dei genitori avveduti, informati e quindi vegani. Quei bambini avranno due
grossi vantaggi nella vita. Saranno molto più sani degli altri, con organi e
peso-forma normalissimi, con crescita appropriatamente lenta ed equilibrata, e
saranno dotati di particolare sensibilità ed intelligenza. In più non avranno
sulla coscienza indirettamente l’uccisione dei loro fratelli cuccioli di altre
specie.
In ogni tempo l’uomo ha mangiato
carne, almeno ci sembra
Giuseppe ed Elena, mettono sempre
un Ci sembra, davanti alle loro affermazioni, il che la dice lunga sul loro
spirito saggio, prudente e scientifico. Dire che l’uomo ha sempre e dovunque
mangiato carne non risponde per niente alla realtà storica. Gli antichi greci
erano tutti essenzialmente vegetariani, sia a Sparta che ad Atene. Questo non
riguardava solo gli artisti e i grandi filosofi, ma anche i soldati, anche il
popolo. Etruschi, romani, sabini, avevano una alimentazione bilanciata, con
abbondanza di frutta, ortaggi e cereali. A quei tempi non c’era divorzio tra
salute e tavola. Il cuoco era anche medico. Gli insegnamenti di Pitagora e di
Ippocrate, che prescrivevano cibi crudi per prevenire i mali, erano ancora
troppo recenti per essere dimenticati.
La caduta dell’Impero Romano
causata dal pasticcio di carne e dai cibi stracotti
Ad Olimpia si sapeva benissimo
che il crudo rende più forti e veloci, e che fa pure vincere le maratone. E’
stato grazie al cavolo crudo che i romani hanno fatto a meno dei medici per 6
secoli ininterrotti, scrive Catone. E fu poi il cotto, lo stracotto, i pasticci
di caccia, ad affossare l’impero romano, non le sconfitte militari. I legionari
e i combattenti romani avevano un rancio basato su vegetali, frutta ed orzo
abbrustolito. Furono le diete intossicanti e devitalizzate della classe agiata
a indebolire Roma. Il cotto ha sempre caratterizzato il declino dell’individuo
e quello dei popoli.
Un esercito di cuochi e di sommelier
col nobile scopo di rovinare l’umanità
La cottura è un processo di
adulterazione e di corruzione dei cibi giusti, e un trionfo dei cibi assassini.
Un esercito interminabile di cuochi occupati a rovinare i micronutrienti e a
rendere attraenti e appetitose le peggiore schifezze dei macelli, con frotte di
sommelier pronti ad ingozzare di vino, a mandare giù ed a nascondere i miasmi,
le puzze e il voltastomaco delle carogne. Il risultato è sotto gli occhi di
tutti. I conti tornano alla perfezione.
Miliardi di animali sgozzati e
brutalizzati ogni poco-santo giorno da un lato, e milioni di malati gravi in
tutto il pianeta. La putredine reale che diventa
putredine popolare
Nel periodo medioevale e negli
anni successivi, la plebe mangiava a volte carne, ma solo a Pasqua e a Natale,
più per imitare le gozzovigliate continue dei re e dei loro cortigiani. Tanto
che, a quel tempo, il cancro non si chiamava cancro, ma putredine reale. Oggi,
la putredine reale si è finalmente trasformata in putredine popolare, visto che
il veleno carne è a pronta disposizione del popolo. Anche nelle nostre campagne
di un tempo, la carne veniva consumata assai raramente. Non erano di moda le
pratiche sado-masochistiche e le teorie suicide che affliggono la nostra
società dei consumi sballati.
A cosa servono allora gli enzimi
digestivi (amilasi, proteasi, ecc)?
Servono sicuramente. Servono a
digerire gli amidi (amilasi) e le proteine (proteasi), ma sempre e solo quelle
delle piante. La proteine vegetali stanno infatti confezionate in un guscio
difensivo leggero, demolibile, commisurato allo stomaco ipo-cloridrico umano.
Aggiungo che mi piace molto la voglia di ristudiare e di rimettersi in
discussione, cercando una seconda e una terza opinione quando non si è
totalmente soddisfatti delle proprie convinzioni. Questo è segno di saggezza e
di intelligenza, non di precarietà. Solo l’ignorante è sempre convinto al 100
%, salvo cambiare poi opinione di colpo.
La verità sta oggettivamente
dalla nostra parte, non altrove
Noi vegani siamo, direi per
fortuna, costretti a non variare troppo opinione. Meritata o casuale che sia,
godiamo di una rendita di posizione. Quando arrivi infatti in zona fuoco-fuoco,
quando sfiori la verità, rimane poco spazio per divagare e svariare, per
concedere delle chance alla parte avversa. Possiamo solo approfondire, correndo
magari il rischio di sembrare presuntuosi. Noi siamo davvero in zona verità,
non per motivazioni ideologiche, spirituali, fideistiche, ma perché la scienza,
la logica, la natura, i fatti, ci permettono continue verifiche e ci regalano
continue conferme.
Noi siamo con le leggi della
creazione, con le leggi divine o della evoluzione. Siamo con l’uomo e con
l’animale, con gli alimenti naturali dell’uomo e contro tutto il resto. Siamo
contro tutta la monnezza anti-uomo ed anti-vita, ideologica e pratica, prima
tra esse la carne e il latte, che nascondono dietro di sé il top della
indecenza, della crudeltà, della sopraffazione, della viltà, della vera peste
bubbonica.
Spiegazioni sui virus che tornano
parecchio
Vi posso solo confermare l’innocenza
di batteri e virus. Quanto ai virus, pariamo di materiale defunto da scarto
fisiologico cellulare. Se uno mangia male, digerisce peggio (troppo
lentamente), si tiene i suoi miasmi putrefattivi intestinali per 50 ore, pensa
male e dorme male, è chiaro poi che il suo bagaglio giornaliero di detriti
cellulari, di sporcizia, di pietruzze definite virus, non viene scopato via
come dovrebbe, per cui la spocizia rimane all’interno.
Il problema, in ogni caso, non è
la malattia da mandar via, ma la salute da mantenere
Non è la malattia poi il
problema, visto che malattia vuol dire riaggiustamento (quando ciò è umanamente
possibile) o morte quando si è spacciati. Malattia vuol dire espulsione logica
e salubre di tossine. Malattia vuol dire guarigione. Il problema è la salute,
il mantenimento dell’equilibrio e dell’omeostàsi senza cadere possibilmente
nella malattia, che può sempre essere fastidiosa e debilitante.
Andare oltre la punta del proprio
naso
Occorre solo andare oltre la
punta del naso, e non partire colpo in canna e con l’immagine preconcetta del
demonio-virus nella propria tasca. Non è, nel modo più assoluto, il virus a
causare malattia, ma l’occupazione di spazio prezioso, il rallentamento
metabolico causato dall’accumulazione virale. Rallentamento causato dal
mal-cibo e dal mal-comportamento.
Quelli sono i virus virulenti e
attivi. Rallentamento che porta a crisi tossiemica, ovvero al solito
superamento del livello tossicologico di guardia, che ti impone di fermarti, di
metterti a letto, di digiunare, di riflettere sugli errori, di bere tanta acqua
e mandare fuori le tossine in eccesso attraverso i punti di sfogo più logici
che il tuo sistema immunitario presceglie.
La moltiplicazione dei pani e dei
pesci, da parte dei monatti col teschio sulla schiena
Nota bene, ho parlato di
accumulazione giornaliera o di sommatoria di virus, non di moltiplicazione.
Anche perché, se qualcuno parla di moltiplicazione, mi deve prima presentare la
foto di una bella viressa con tanto di labbra carnose, tette, culo e vagina,
allora forse gli crederò, e mai prima. Confesso di non avere un buon rapporto
coi virologi. La maggior parte di essi hanno il teschio disegnato sulla
schiena. Chiamarli monatti ed untori è un complimento.
Chiamarli aguzzini da strapazzo,
o miserabili necrofori, biechi opportunisti, rincorritori di pecunia facile e
di immeritata fama è assai più appropriato.
Possono essere battuti soltanto
dagli immunologi.
Gli scovatori di pietruzze
inanimate chiamate virologi
Mi accontento di essere un filosofo
e di ispirarmi a Pitagora. E trovo una grande soddisfazione quando i
ricercatori, persa la bussola, hanno bisogno urgente della illuminazione
filosofica o spirituale, che essi smarriscono regolarmente tra gli odoracci e
le emicranie dei loro gelidi e psichedelici laboratori. Non mi affascina né mi
convince Stefan Lanka, per quanto bravo sia stato a scoprire diversi virus.
Isolare virus in laboratorio può essere significativo, ma è sempre una
questione di lenti magnificatorie e di microscopi. Se uno vuole fare un salto
di qualità e diventare pure scienziato, oltre che fare lo scovatore di
pietruzze inanimate chiamato virologo, deve usare il cervello, deve saper
interpretare correttamente le sue eventuali scoperte.
Lanka dice coraggiosamente che
non ha mai visto un virus ammazzare nessuno? Bravo. Lo hanno persino
bersagliato e messo in croce per aver detto una cosa fin troppo ovvia. Ma poi
aggiunge che ha visto pure il virus fare il facchino e il trasportatore. Ha
cioè trasformato le sue creature morte e defunte, in inopinati operai del
trasporto, con tanto di berretto e tuta.
A quel punto gli chiedo se ha
sentito pure le loro parolacce, o se li ha visti toccare il sedere alle signore
per strada, come fanno spesso i facchini nei quali mi imbatto. Siamo un po’
tutti più seri e più coerenti. Vediamo di rientrare tutti nei ranghi. Vediamo
di cambiare mestiere e di cancellare dal menù delle scienze la parola virologo,
che è già di per sé un insulto all’intelligenza umana.
La grandezza di Peter Duesberg è
fuori discussione
Peter Duesberg è l’unico noto
virologo al mondo che si è guadagnato ai miei occhi pieno rispetto, descrivendo
per filo e per segno le magagne della virologia, la grande voglia di
primeggiare e di diventare dei futuri Pasteur, travolgendo ogni logica ed ogni
verità. Spretandosi del tutto da virologo rimarrebbe sempre il più grande
scienziato vivente di biologia molecolare e cellulare, nonostante l’insulto del
Nobel andato a uno come Montagnier.
Come farà un corpo abituato ad
aminoacidi e a tossine, a funzionare bene con la purezza del pomo?
Rispondo con una domanda. Come fa
il corpo di un malato di tumore quando lo si priva di proteine animali e gli si
dà tanta frutta? Migliora rapidamente, e con l’aggiunta di qualche digiuno il
tumore si rimpicciolisce e poi scompare del tutto senza tornare mai più, senza
tagliare niente, senza farmaci, senza radio-chemio terapie. Lo sanno troppo
bene le cliniche salutistiche naturali del mondo intero. Lo sanno a memoria
medici igienisti come Burton, Cinque, Sabatino, Goldhamer, Fuhrman, Cridland, e
anche altri medici semplicemente dotati di acume tipo Robert Pritikin e gli
eredi di Max Gerson.
martedì 25 settembre 2012
Perchè uscire (subito) dall'euro
di Salvatore Brizzi
«Questa mattina mi sono svegliato e, poiché l’Universo si espande, ho impiegato più tempo rispetto a ieri per trovare le pantofole.
Mentre facevo colazione, al tg del mattino, tanto per cambiare, si parlava di evasori. L’azienda di famiglia dove due dipendenti lavoravano in nero, il commerciante che non fa lo scontrino, il falso cieco, il falso zoppo, il falso impotente… e riflettendo su questi esempi mi chiedevo: ma davvero queste cose c’entrano con la crisi? Davvero i soldi presi dalle tasche dei falsi ciechi risaneranno la nostra economia? Questo giro di vite viene dato al momento giusto o è totalmente asincrono rispetto a ciò che sta accadendo?
E soprattutto: perché si parla di evasione tutti i giorni, in tutti i tg, con una frequenza che definirei mantrica?
Un mio conoscente –amico di un amico di un amico– che qui chiameremo col nome fittizio di Mr. Goodkat, sicuramente più esperto di me in termini di macroeconomia e geostrategie, mi ha spiegato alcune cosette interessanti. Innanzitutto mi ha fatto notare che l’euro è una moneta non sovrana, ossia non più appartenente a un popolo, ma emessa dalla BCE (Banca Centrale Europea), una banca a tutti gli effetti privata il cui capitale è detenuto –in quote proporzionali al “peso” del singolo Paese– dalle banche centrali, anch’esse private, dei Paesi che hanno adottato l’euro; ma anche da semplici membri UE, come nel bizzarro caso della Gran Bretagna, la quale ha furbamente evitato di adottare l’euro ma detiene una partecipazione per il 16% (più alta di quella dell’Italia) nella BCE. Il che significa che può dire la sua –e anche in maniera importante, perché la sua è la terza partecipazione in ordine di grandezza dopo Germania e Francia– ma non corre gli stessi rischi di chi vola sulle montagne russe di eurolandia come sta accadendo a noi.
Come fa un Paese che ha adottato l’euro a procurarsi la massa monetaria di cui ha bisogno? Semplice, –mi spiega Mr. Goodkat– non potendo emettere moneta per finanziare essa stessa il proprio debito, si deve indebitare con altri soggetti!
Emette cioè titoli del debito pubblico che qualcuno acquista. L’Italia, non potendo più, alla pari delle altre nazioni europee che aderiscono all’euro, battere moneta propria (ha perso la sovranità monetaria), deve sperare che i “mercati” (in realtà, pochi soggetti che sostanzialmente oligopolizzano l’offerta di moneta) acquistino i suoi titoli al saggio d’interesse imposto dai mercati stessi.
Il debito pubblico italiano è detenuto (dati del 2011) per il 56,4% da soggetti italiani, ma per il 43,4% è in mano a soggetti stranieri. Inoltre, altro dato importante, la quota di debito detenuto dalle famiglie a giugno 2011 era del solo 12,7%, il che significa che tutto il resto si trova nelle tasche di banche (italiane e straniere), assicurazioni e fondi (italiani e stranieri). Per fare un esempio, gli investitori asiatici da soli ne posseggono il 6%. Tutti questi soggetti, per usare una terminologia tecnica appartenente al mondo dell’economia… ci tengono per le palle.
Data questa premessa di dipendenza quasi totale dello Stato nei confronti di soggetti privati –continua a spiegarmi Mr. Goodkat– possono realizzarsi le manovre di speculazione. La speculazione è una strategia attuata da parte di banche, assicurazioni e fondi, sia italiani che esteri, per guadagnare sul debito a più riprese. Le tecniche finanziarie sono molte, ma una delle più ricorrenti è la speculazione al ribasso che consiste nel vendere, al prezzo di oggi, titoli che saranno consegnati fra una settimana o fra un mese. Il vero segreto è che non possiedono i titoli che offrono, per cui vendono, poi manovrano i mercati per far scendere il prezzo e quindi ricomprano i titoli a un prezzo più basso, perché l’acquirente se ne vorrà disfare.
Uno stato che non può battere moneta non ha più modo di difendersi rispetto agli speculatori. Non è più un interlocutore forte.
Ma la speculazione è possibile solo perché la legge la consente. Niente vieterebbe al governo di prendere dei provvedimenti che impediscono gli attacchi speculativi almeno sui titoli pubblici, proprio per difendere l’integrità e l’autonomia dello Stato, affinché non diventi una semplice colonia nelle mani di soggetti privati. Per farlo, basterebbe possedere un’etica politica forte e il coraggio di mettersi contro il potere finanziario, coraggio che però i nostri governanti –la cui etica politica si basa sul Codice di Hammurabi– ancora non hanno, perché per rimanere al potere non è del popolo che hanno bisogno, ma della complicità del potere economico.
Gli Stati europei –e quello italiano su tutti– si piegano al ricatto dei poteri oligarchici della finanza internazionale e costringono i loro cittadini, attraverso tasse e sacrifici, a pagare gli interessi a questi speculatori, che in cambio li tengono seduti sulle loro poltrone e li fanno rieleggere manovrando i media. Quando qualcuno non serve più gli interessi dell’oligarchia, si creano degli scandali ad hoc e lo si fa cacciare via. Nel passato fu clamoroso il caso di Bettino Craxi, in realtà uno dei maggiori statisti che abbiamo mai avuto (capace di tenere testa a Reagan nella crisi di Sigonella); più di recente Silvio Berlusconi –checché se ne dica, uno dei più grandi imprenditori che abbiamo mai avuto– e ultimamente hanno occupato i media gli scandali legati alla famiglia Bossi. Un caso da manuale per chi vuole apprendere come lavora l’oligarchia fu quello ai danni del direttore del fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn, accusato di violenza sessuale su una cameriera, costretto a dare le dimissioni e poi totalmente scagionato perché il fatto non sussisteva!
Finché, invece, qualcuno risulta essere molto utile all’oligarchia, ogni irregolarità viene messa a tacere e lo si può persino far diventare Presidente del Consiglio senza nemmeno passare dalla scomoda procedura delle elezioni.
La disponibilità dei nostri politici a piegarsi nella classica posizione ad angolo retto non conosce limiti e non protestano neanche quando gli interessi si fanno così esosi da correre il rischio che lo stato fallisca. Del resto questa prospettiva fa proprio il gioco dei grandi banchieri internazionali: se fallisci perché non puoi più pagare, allora sei costretto a svendere!
Mi raccontava Mr. Goodkat che se uno Stato si trova sull’orlo del fallimento perché non puoi più pagare il suo debito, prima strangola i suoi cittadini con più tasse e con la famosa riduzione della spesa pubblica (leggi: riduzione dei servizi al pubblico), e poi comincia a svendere!
E qui arriviamo al vero scopo di tutto questo gioco perfettamente architettato –mi spiegava Mr. Goodkat. Il vero disegno di grandi finanzieri, banche, assicurazioni… è di mettere le mani sulle proprietà dei vari Stati. Prima si toglie la sovranità monetaria agli Stati, così da impedirgli di essere padroni della propria economia e trasformarli in pesci rossi in balìa degli squali; poi li si porta al fallimento attraverso le speculazioni e applicando una tassazione predatoria alle medie-piccole imprese –quelle che fanno la ricchezza di un Paese. A questo punto iniziano le privatizzazioni: i soggetti privati verso cui lo Stato è indebitato si accaparrano palazzi storici, coste, parchi, isole, ma anche acqua, scuola, sanità, elettricità, gas, strade e tutto ciò che gli Stati possiedono e gestiscono. Beni comuni che la struttura pubblica mette gratuitamente a disposizione di tutti per il bene di tutti, ma che l’oligarchia finanziaria internazionale vuole per sé per ricavarci profitto.
Qualcosa di simile era già stato fatto negli anni ’90 quando, in seguito a un attacco speculativo di George Soros, furono smantellati e svenduti interi settori dell’economia italiana: Italtel, IMI, ENI, Fincantieri, Telecom, ecc.
In realtà, la stessa BCE, sotto la veste di autorità “tecnica” ( e quindi teoricamente imparziale, terza, ecc. ), indossa l’abito del principale attore nella vicenda, poiché essa impone a Stati sovrani di cedere la residua sovranità e di implementare determinate politiche sociali e di bilancio, tese a distruggere i tessuti produttivi dei Paesi bersaglio, per poi far ricomprare tutti i beni, attraverso le privatizzazioni, alle propaggini periferiche dell’oligarchia ( grandi finanzieri internazionali che si muovono al di sopra di Stati, partiti, religioni… ).
Tutto ciò inneggiando all’irreversibilità dell’euro: le parole d’ordine dei politici infatti sono “non si torna indietro” e “l’euro va preservato a tutti i costi”, perché così conviene ai poteri oligarchici da cui sono manovrati, i quali mirano a distruggere le economie dei singoli Stati per poterseli letteralmente comprare a un prezzo stracciato, esattamente come quando si porta un’azienda sull’orlo del fallimento per poterla poi acquisire a un prezzo minore.
In tal contesto, il silenzio e l’ignavia dei politici sono sintomatici del loro totale asservimento a questi poteri oligarchici. Loro svolgono il ruolo dell’amministratore delegato di un’azienda che si è venduto ai concorrenti e porta la sua azienda al fallimento in maniera che i concorrenti possano acquisirla a un prezzo minore, intascando una percentuale per aver svolto questo sporco lavoro. E i continui richiami dei politici – e dei media asserviti – alla lotta all’evasione fiscale ( “dagli all’evasore”, “dagli al finto cieco che intasca la pensione d’invalidità”… ) mirano a convincere il popolino ignorante che sono questi ultimi la vera causa delle nostre disgrazie e non le macro speculazioni internazionali che lavorano per impadronirsi dei beni patrimoniali nazionali.
In questo modo si divide il popolo stesso, si fa leva sul desiderio inquisitivo e punitivo delle masse (ognuno guarda l’altro con sospetto ed è pronto ad accusarlo di essere un evasore), distraendo le folle dalle cause reali. Dirottando l’attenzione del cittadino dalle reali cause della crisi, che abbiamo spiegato in questi due post, si acquisisce il consenso popolare riguardo la lotta all’evasione, l’aumento delle tasse, la riduzione dei servizi pubblici. Solo non conoscendo le vere cause della sua condizione il cittadino può essere convinto ad accettare austerity e sacrifici. Perché se sapesse che i suoi sacrifici servono a finanziare i grandi speculatori stranieri e non a raddrizzare l’economia del suo Paese, forse non chiederebbe con accanimento lo scontrino al commerciante, convinto di punire un ladro e aiutare la ripresa della sua nazione!
Poi Mr. Goodkat –che di economia ne capisce più di me– mi fa notare qualcosa che, una volta che te l’hanno spiegata, pensi subito: Cavolo… è ovvio che sia così!
La lotta all’evasione portata avanti in maniera massiccia, in questo periodo storico non può che peggiorare la situazione, perché le piccole aziende che evadevano, adesso si sentono strangolate e chiudono, e quelle che non chiudono entrano in un clima di paura dove non assumono personale e non acquistano più macchinari. In pratica, se tu costringi a pagare le tasse chi non le pagava, proprio in un periodo di forte crisi, non fai altro che obbligarli a chiudere o smettere di fare nuovi investimenti. E la situazione già critica, precipita. Infatti questo è esattamente ciò che sta accadendo.
Detto senza perifrasi, l’attuale lotta all’evasione fiscale e contributiva ha la mera funzione di drenare ricchezza reale da famiglie e imprese medio-piccole ( perché i grandi evasori sono e restano intoccabili ) verso le banche italiane e straniere che, come abbiamo visto, sono detentrici di buona parte del nostro debito pubblico. Mi spiega Mr. Goodkat che la lotta all’evasione è un’azione dannosa se il vero obiettivo vuole essere la ripresa economica. Secondo voi gli economisti non sanno bene che le tasse vanno fatte pagare in maniera severa quando l’economia è florida, non quando tutti faticano a tirare avanti? Lo sanno eccome, ma i politici stanno facendo l’esatto contrario: massimo lassismo quando le cose vanno bene e “Santa Inquisizione” quando le cose vanno male. Il problema, come ogni persona intelligente capisce, va risolto a monte, nella revisione di tutto il sistema economico al fine di limitare il potere delle grandi corporazioni, delle lobby, di coloro che manovrano capitali con le cui cifre solo gli astronomi riescono a raccapezzarsi!
Non si può risolvere questa situazione andando a cercare i soldi nelle tasche dei cittadini, anche se sono colpevoli perché sono evasori –e anche se questa è la prima soluzione che ti viene in mente quando fai il ministro–, perché se assumiamo meno personale, investiamo meno, siamo tutti più poveri e compriamo meno… il denaro non circola più e la crisi non può che accentuarsi. Dal tempo dei Romani a oggi, se si vuole che l’economia resti in salute e il denaro circoli, tutti i grandi leader hanno sempre saputo come fare: investire in grandi opere pubbliche, incentivare al massimo l’impresa, l’imprenditoria, l’iniziativa del singolo… sgravandola di tasse, e far pagare meno tasse ai contribuenti in modo che abbiano più soldi in tasca per ricominciare a comprare (il Partito Italia Nuova nel suo nuovo sistema fiscale propone, fra le altre cose, di pagare in busta paga il lordo anziché il netto ai dipendenti).
Insomma, ciò che andrebbe fatto, è tutto il contrario di quello che si sta facendo oggi!
A una mente lucida queste manovre non possono che apparire folli, a meno che –e qui torniamo sempre sullo stesso punto– lo scopo non sia la ripresa economica, bensì la svendita del Paese. In questo caso i conti tornano e si comprende che le manovre attuali sono le più giuste e le più efficaci».
«Questa mattina mi sono svegliato e, poiché l’Universo si espande, ho impiegato più tempo rispetto a ieri per trovare le pantofole.
Mentre facevo colazione, al tg del mattino, tanto per cambiare, si parlava di evasori. L’azienda di famiglia dove due dipendenti lavoravano in nero, il commerciante che non fa lo scontrino, il falso cieco, il falso zoppo, il falso impotente… e riflettendo su questi esempi mi chiedevo: ma davvero queste cose c’entrano con la crisi? Davvero i soldi presi dalle tasche dei falsi ciechi risaneranno la nostra economia? Questo giro di vite viene dato al momento giusto o è totalmente asincrono rispetto a ciò che sta accadendo?
E soprattutto: perché si parla di evasione tutti i giorni, in tutti i tg, con una frequenza che definirei mantrica?
Un mio conoscente –amico di un amico di un amico– che qui chiameremo col nome fittizio di Mr. Goodkat, sicuramente più esperto di me in termini di macroeconomia e geostrategie, mi ha spiegato alcune cosette interessanti. Innanzitutto mi ha fatto notare che l’euro è una moneta non sovrana, ossia non più appartenente a un popolo, ma emessa dalla BCE (Banca Centrale Europea), una banca a tutti gli effetti privata il cui capitale è detenuto –in quote proporzionali al “peso” del singolo Paese– dalle banche centrali, anch’esse private, dei Paesi che hanno adottato l’euro; ma anche da semplici membri UE, come nel bizzarro caso della Gran Bretagna, la quale ha furbamente evitato di adottare l’euro ma detiene una partecipazione per il 16% (più alta di quella dell’Italia) nella BCE. Il che significa che può dire la sua –e anche in maniera importante, perché la sua è la terza partecipazione in ordine di grandezza dopo Germania e Francia– ma non corre gli stessi rischi di chi vola sulle montagne russe di eurolandia come sta accadendo a noi.
Come fa un Paese che ha adottato l’euro a procurarsi la massa monetaria di cui ha bisogno? Semplice, –mi spiega Mr. Goodkat– non potendo emettere moneta per finanziare essa stessa il proprio debito, si deve indebitare con altri soggetti!
Emette cioè titoli del debito pubblico che qualcuno acquista. L’Italia, non potendo più, alla pari delle altre nazioni europee che aderiscono all’euro, battere moneta propria (ha perso la sovranità monetaria), deve sperare che i “mercati” (in realtà, pochi soggetti che sostanzialmente oligopolizzano l’offerta di moneta) acquistino i suoi titoli al saggio d’interesse imposto dai mercati stessi.
Il debito pubblico italiano è detenuto (dati del 2011) per il 56,4% da soggetti italiani, ma per il 43,4% è in mano a soggetti stranieri. Inoltre, altro dato importante, la quota di debito detenuto dalle famiglie a giugno 2011 era del solo 12,7%, il che significa che tutto il resto si trova nelle tasche di banche (italiane e straniere), assicurazioni e fondi (italiani e stranieri). Per fare un esempio, gli investitori asiatici da soli ne posseggono il 6%. Tutti questi soggetti, per usare una terminologia tecnica appartenente al mondo dell’economia… ci tengono per le palle.
Data questa premessa di dipendenza quasi totale dello Stato nei confronti di soggetti privati –continua a spiegarmi Mr. Goodkat– possono realizzarsi le manovre di speculazione. La speculazione è una strategia attuata da parte di banche, assicurazioni e fondi, sia italiani che esteri, per guadagnare sul debito a più riprese. Le tecniche finanziarie sono molte, ma una delle più ricorrenti è la speculazione al ribasso che consiste nel vendere, al prezzo di oggi, titoli che saranno consegnati fra una settimana o fra un mese. Il vero segreto è che non possiedono i titoli che offrono, per cui vendono, poi manovrano i mercati per far scendere il prezzo e quindi ricomprano i titoli a un prezzo più basso, perché l’acquirente se ne vorrà disfare.
Uno stato che non può battere moneta non ha più modo di difendersi rispetto agli speculatori. Non è più un interlocutore forte.
Ma la speculazione è possibile solo perché la legge la consente. Niente vieterebbe al governo di prendere dei provvedimenti che impediscono gli attacchi speculativi almeno sui titoli pubblici, proprio per difendere l’integrità e l’autonomia dello Stato, affinché non diventi una semplice colonia nelle mani di soggetti privati. Per farlo, basterebbe possedere un’etica politica forte e il coraggio di mettersi contro il potere finanziario, coraggio che però i nostri governanti –la cui etica politica si basa sul Codice di Hammurabi– ancora non hanno, perché per rimanere al potere non è del popolo che hanno bisogno, ma della complicità del potere economico.
Gli Stati europei –e quello italiano su tutti– si piegano al ricatto dei poteri oligarchici della finanza internazionale e costringono i loro cittadini, attraverso tasse e sacrifici, a pagare gli interessi a questi speculatori, che in cambio li tengono seduti sulle loro poltrone e li fanno rieleggere manovrando i media. Quando qualcuno non serve più gli interessi dell’oligarchia, si creano degli scandali ad hoc e lo si fa cacciare via. Nel passato fu clamoroso il caso di Bettino Craxi, in realtà uno dei maggiori statisti che abbiamo mai avuto (capace di tenere testa a Reagan nella crisi di Sigonella); più di recente Silvio Berlusconi –checché se ne dica, uno dei più grandi imprenditori che abbiamo mai avuto– e ultimamente hanno occupato i media gli scandali legati alla famiglia Bossi. Un caso da manuale per chi vuole apprendere come lavora l’oligarchia fu quello ai danni del direttore del fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn, accusato di violenza sessuale su una cameriera, costretto a dare le dimissioni e poi totalmente scagionato perché il fatto non sussisteva!
Finché, invece, qualcuno risulta essere molto utile all’oligarchia, ogni irregolarità viene messa a tacere e lo si può persino far diventare Presidente del Consiglio senza nemmeno passare dalla scomoda procedura delle elezioni.
La disponibilità dei nostri politici a piegarsi nella classica posizione ad angolo retto non conosce limiti e non protestano neanche quando gli interessi si fanno così esosi da correre il rischio che lo stato fallisca. Del resto questa prospettiva fa proprio il gioco dei grandi banchieri internazionali: se fallisci perché non puoi più pagare, allora sei costretto a svendere!
Mi raccontava Mr. Goodkat che se uno Stato si trova sull’orlo del fallimento perché non puoi più pagare il suo debito, prima strangola i suoi cittadini con più tasse e con la famosa riduzione della spesa pubblica (leggi: riduzione dei servizi al pubblico), e poi comincia a svendere!
E qui arriviamo al vero scopo di tutto questo gioco perfettamente architettato –mi spiegava Mr. Goodkat. Il vero disegno di grandi finanzieri, banche, assicurazioni… è di mettere le mani sulle proprietà dei vari Stati. Prima si toglie la sovranità monetaria agli Stati, così da impedirgli di essere padroni della propria economia e trasformarli in pesci rossi in balìa degli squali; poi li si porta al fallimento attraverso le speculazioni e applicando una tassazione predatoria alle medie-piccole imprese –quelle che fanno la ricchezza di un Paese. A questo punto iniziano le privatizzazioni: i soggetti privati verso cui lo Stato è indebitato si accaparrano palazzi storici, coste, parchi, isole, ma anche acqua, scuola, sanità, elettricità, gas, strade e tutto ciò che gli Stati possiedono e gestiscono. Beni comuni che la struttura pubblica mette gratuitamente a disposizione di tutti per il bene di tutti, ma che l’oligarchia finanziaria internazionale vuole per sé per ricavarci profitto.
Qualcosa di simile era già stato fatto negli anni ’90 quando, in seguito a un attacco speculativo di George Soros, furono smantellati e svenduti interi settori dell’economia italiana: Italtel, IMI, ENI, Fincantieri, Telecom, ecc.
In realtà, la stessa BCE, sotto la veste di autorità “tecnica” ( e quindi teoricamente imparziale, terza, ecc. ), indossa l’abito del principale attore nella vicenda, poiché essa impone a Stati sovrani di cedere la residua sovranità e di implementare determinate politiche sociali e di bilancio, tese a distruggere i tessuti produttivi dei Paesi bersaglio, per poi far ricomprare tutti i beni, attraverso le privatizzazioni, alle propaggini periferiche dell’oligarchia ( grandi finanzieri internazionali che si muovono al di sopra di Stati, partiti, religioni… ).
Tutto ciò inneggiando all’irreversibilità dell’euro: le parole d’ordine dei politici infatti sono “non si torna indietro” e “l’euro va preservato a tutti i costi”, perché così conviene ai poteri oligarchici da cui sono manovrati, i quali mirano a distruggere le economie dei singoli Stati per poterseli letteralmente comprare a un prezzo stracciato, esattamente come quando si porta un’azienda sull’orlo del fallimento per poterla poi acquisire a un prezzo minore.
In tal contesto, il silenzio e l’ignavia dei politici sono sintomatici del loro totale asservimento a questi poteri oligarchici. Loro svolgono il ruolo dell’amministratore delegato di un’azienda che si è venduto ai concorrenti e porta la sua azienda al fallimento in maniera che i concorrenti possano acquisirla a un prezzo minore, intascando una percentuale per aver svolto questo sporco lavoro. E i continui richiami dei politici – e dei media asserviti – alla lotta all’evasione fiscale ( “dagli all’evasore”, “dagli al finto cieco che intasca la pensione d’invalidità”… ) mirano a convincere il popolino ignorante che sono questi ultimi la vera causa delle nostre disgrazie e non le macro speculazioni internazionali che lavorano per impadronirsi dei beni patrimoniali nazionali.
In questo modo si divide il popolo stesso, si fa leva sul desiderio inquisitivo e punitivo delle masse (ognuno guarda l’altro con sospetto ed è pronto ad accusarlo di essere un evasore), distraendo le folle dalle cause reali. Dirottando l’attenzione del cittadino dalle reali cause della crisi, che abbiamo spiegato in questi due post, si acquisisce il consenso popolare riguardo la lotta all’evasione, l’aumento delle tasse, la riduzione dei servizi pubblici. Solo non conoscendo le vere cause della sua condizione il cittadino può essere convinto ad accettare austerity e sacrifici. Perché se sapesse che i suoi sacrifici servono a finanziare i grandi speculatori stranieri e non a raddrizzare l’economia del suo Paese, forse non chiederebbe con accanimento lo scontrino al commerciante, convinto di punire un ladro e aiutare la ripresa della sua nazione!
Poi Mr. Goodkat –che di economia ne capisce più di me– mi fa notare qualcosa che, una volta che te l’hanno spiegata, pensi subito: Cavolo… è ovvio che sia così!
La lotta all’evasione portata avanti in maniera massiccia, in questo periodo storico non può che peggiorare la situazione, perché le piccole aziende che evadevano, adesso si sentono strangolate e chiudono, e quelle che non chiudono entrano in un clima di paura dove non assumono personale e non acquistano più macchinari. In pratica, se tu costringi a pagare le tasse chi non le pagava, proprio in un periodo di forte crisi, non fai altro che obbligarli a chiudere o smettere di fare nuovi investimenti. E la situazione già critica, precipita. Infatti questo è esattamente ciò che sta accadendo.
Detto senza perifrasi, l’attuale lotta all’evasione fiscale e contributiva ha la mera funzione di drenare ricchezza reale da famiglie e imprese medio-piccole ( perché i grandi evasori sono e restano intoccabili ) verso le banche italiane e straniere che, come abbiamo visto, sono detentrici di buona parte del nostro debito pubblico. Mi spiega Mr. Goodkat che la lotta all’evasione è un’azione dannosa se il vero obiettivo vuole essere la ripresa economica. Secondo voi gli economisti non sanno bene che le tasse vanno fatte pagare in maniera severa quando l’economia è florida, non quando tutti faticano a tirare avanti? Lo sanno eccome, ma i politici stanno facendo l’esatto contrario: massimo lassismo quando le cose vanno bene e “Santa Inquisizione” quando le cose vanno male. Il problema, come ogni persona intelligente capisce, va risolto a monte, nella revisione di tutto il sistema economico al fine di limitare il potere delle grandi corporazioni, delle lobby, di coloro che manovrano capitali con le cui cifre solo gli astronomi riescono a raccapezzarsi!
Non si può risolvere questa situazione andando a cercare i soldi nelle tasche dei cittadini, anche se sono colpevoli perché sono evasori –e anche se questa è la prima soluzione che ti viene in mente quando fai il ministro–, perché se assumiamo meno personale, investiamo meno, siamo tutti più poveri e compriamo meno… il denaro non circola più e la crisi non può che accentuarsi. Dal tempo dei Romani a oggi, se si vuole che l’economia resti in salute e il denaro circoli, tutti i grandi leader hanno sempre saputo come fare: investire in grandi opere pubbliche, incentivare al massimo l’impresa, l’imprenditoria, l’iniziativa del singolo… sgravandola di tasse, e far pagare meno tasse ai contribuenti in modo che abbiano più soldi in tasca per ricominciare a comprare (il Partito Italia Nuova nel suo nuovo sistema fiscale propone, fra le altre cose, di pagare in busta paga il lordo anziché il netto ai dipendenti).
Insomma, ciò che andrebbe fatto, è tutto il contrario di quello che si sta facendo oggi!
A una mente lucida queste manovre non possono che apparire folli, a meno che –e qui torniamo sempre sullo stesso punto– lo scopo non sia la ripresa economica, bensì la svendita del Paese. In questo caso i conti tornano e si comprende che le manovre attuali sono le più giuste e le più efficaci».
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